Brut, Dry, Demi-sec, Dolce… le gradazioni di dolcezza degli spumanti italiani

[dropcap]I[/dropcap]n questo articolo parlerò dell’utilizzo dello zucchero negli spumanti italiani e della sua relazione con la dolcezza del vino. In particolare, analizzeremo le diverse gradazioni di dolcezza che si possono trovare negli spumanti italiani e come queste possano influire sulla scelta del consumatore.

Spumanti

Da dove viene la dolcezza?

Prima di iniziare, è importante capire come viene prodotto uno spumante. La maggior parte degli spumanti viene prodotto attraverso il Metodo Classico, che prevede una seconda fermentazione in bottiglia. Durante questa fase, viene aggiunto al vino una miscela di zucchero e lieviti, chiamata liqueur de tirage, che alimenta la fermentazione che produce la spuma. La quantità di zucchero aggiunta alla liqueur de tirage determina il livello di dolcezza del vino.

Le gradazioni di dolcezza

Come abbiamo detto nell’introduzione, ci sono diverse gradazioni di dolcezza negli spumanti italiani.

  • Brut Nature
  • Extra Brut
  • Brut
  • Extra Dry
  • Dry
  • Demi-sec
  • Dolce

Partiamo dallo spumante più secco, il Brut Nature. Questo tipo di spumante ha meno di 3 grammi di zucchero residuo per litro e non ha praticamente nessuna dolcezza. È un vino ideale da abbinare a piatti salati o come aperitivo, grazie alla sua freschezza e acidità.

L’Extra Brut è il tipo di spumante successivo, con una quantità di zucchero residuo inferiore ai 6 grammi per litro ed è quindi molto secco. Anche in questo caso, si tratta di uno spumante molto adatto come aperitivo, ma può essere abbinato anche a piatti di mare o di pesce.

Il Brut è considerato uno spumante secco, con una quantità di zucchero residuo inferiore ai 12 grammi per litro. È il tipo di spumante più comune e versatile, adatto a molti abbinamenti gastronomici. La sua freschezza e vivacità lo rendono un ottimo compagno per piatti a base di carni bianche, verdure o formaggi.

Il Extra Dry è il primo tipo di spumante dolce, con una quantità di zucchero residuo compresa tra i 12 e i 17 grammi per litro. Nonostante il nome, l'”extra dry” non è molto secco e ha una dolcezza percepibile ma non invadente. Questo tipo di spumante è ideale da abbinare a piatti un po’ più strutturati, come primi piatti a base di salse o piatti a base di carne.

Il Dry è un tipo di spumante dolce, con una quantità di zucchero residuo compresa tra i 17 e i 32 grammi per litro. Questa gradazione di dolcezza è quella che di solito viene associata agli spumanti dolci. Sebbene sia ancora abbastanza secco, il “dry” ha una dolcezza percepibile e può essere abbinato a piatti di carne o a dessert non troppo dolci.

Il Demi-sec è uno spumante molto dolce, con una quantità di zucchero residuo compresa tra i 32 e i 50 grammi per litro. Questo tipo di spumante è abbastanza dolce da poter essere abbinato a dessert, ma è anche ottimo come aperitivo per chi ama i sapori dolci.

Infine, il Dolce è lo spumante dolcissimo, con una quantità di zucchero residuo superiore ai 50 grammi per litro. Questo tipo di spumante è molto dolce e si presta ad essere abbinato a dessert molto dolci o come fine pasto.

Va detto che queste definizioni di dolcezza possono variare leggermente da produttore a produttore e che non esiste una definizione ufficiale a livello europeo per la dolcezza degli spumanti. Tuttavia, queste gradazioni sono comunemente usate in Italia e possono essere utili per orientarsi nella scelta di uno spumante in base ai propri gusti.

Calice di spumante

Quale spumante scegliere?

In generale, la scelta dello spumante giusto dipende dal gusto personale del consumatore e dall’abbinamento gastronomico che si desidera fare. Se si preferiscono sapori secchi e freschi, allora si potrà optare per uno spumante brut o extra brut, mentre se si predilige una dolcezza più marcata, si può optare per uno spumante dolce come il demi-sec o il dolce.

Inoltre, va sottolineato che la dolcezza degli spumanti non è l’unico parametro da valutare. Anche l’acidità, la struttura e il corpo del vino sono importanti per scegliere lo spumante che meglio si adatta ai propri gusti e all’abbinamento gastronomico desiderato.

Inoltre, va detto che la dolcezza degli spumanti può essere influenzata anche dalla temperatura di servizio. Infatti, uno spumante servito troppo freddo potrebbe mascherare la dolcezza, mentre se servito troppo caldo potrebbe risultare troppo dolce e stucchevole. La temperatura ideale di servizio per uno spumante dipende dalla sua tipologia e varia solitamente tra i 6 -10°C.

Infine, è importante sottolineare che la scelta dello spumante giusto dipende anche dall’occasione in cui lo si desidera consumare. Ad esempio, uno spumante brut o extra brut potrebbe essere perfetto per un aperitivo o una cena leggera, mentre uno spumante dolce potrebbe essere più adatto a una serata di festa o a un dessert.

In conclusione, la dolcezza degli spumanti italiani è un parametro importante da valutare nella scelta del vino giusto per il proprio gusto e per l’abbinamento gastronomico desiderato. Conoscere le diverse gradazioni di dolcezza degli spumanti italiani e la loro relazione con la quantità di zucchero residuo presente nel vino, può aiutare a fare una scelta consapevole e adatta alle proprie esigenze.

Le gradazioni di dolcezza degli Spumanti Francesi

Anche gli spumanti francesi, come quelli italiani, possono essere classificati in base alla loro dolcezza. Tuttavia, la terminologia utilizzata per indicare la dolcezza degli spumanti francesi è leggermente diversa rispetto a quella utilizzata per gli spumanti italiani.

In Francia, la scala di dolcezza degli spumanti prevede le seguenti gradazioni:

  • Brut nature o brut zéro: come per gli spumanti italiani, è lo spumante più secco, con meno di 3 grammi di zucchero residuo per litro.
  • Extra brut: ha una quantità di zucchero residuo inferiore ai 6 grammi per litro ed è quindi molto secco.
  • Brut: ha una quantità di zucchero residuo inferiore ai 12 grammi per litro ed è considerato uno spumante secco.
  • Extra dry o Extra sec: ha una quantità di zucchero residuo compresa tra i 12 e i 17 grammi per litro ed è quindi meno secco del brut.
  • Sec o Dry: ha una quantità di zucchero residuo compresa tra i 17 e i 32 grammi per litro ed è considerato uno spumante dolce.
  • Demi-sec: ha una quantità di zucchero residuo compresa tra i 32 e i 50 grammi per litro ed è considerato uno spumante molto dolce.
  • Doux: ha una quantità di zucchero residuo superiore ai 50 grammi per litro ed è considerato uno spumante dolcissimo.

Anche in Francia, come per gli spumanti italiani, queste definizioni possono variare leggermente da produttore a produttore, ma in generale seguono la scala di dolcezza sopra indicata. Inoltre, va detto che la maggior parte degli spumanti francesi segue il metodo classico di produzione, proprio come gli spumanti italiani.

Tra gli spumanti francesi più famosi ci sono lo Champagne, prodotto nella regione omonima da cui prende il nome, e lo spumante Crémant, prodotto in diverse regioni della Francia. Anche in questo caso, la scelta dello spumante giusto dipende dalle preferenze personali del consumatore e dall’abbinamento gastronomico desiderato.

In generale, i vini francesi tendono ad avere una struttura più complessa e un’acidità più marcata rispetto ai vini italiani, ma anche in questo caso la scelta del vino giusto dipende dalle preferenze personali del consumatore e dall’abbinamento gastronomico desiderato.

In conclusione, anche gli spumanti francesi possono essere classificati in base alla loro dolcezza e seguono una scala di gradazioni simile a quella degli spumanti italiani. La scelta del vino giusto dipende dalle preferenze personali del consumatore e dall’abbinamento gastronomico desiderato, ma conoscere le diverse gradazioni di dolcezza degli spumanti può aiutare a fare una scelta consapevole e adatta alle proprie esigenze.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.