Aleatico di Gradoli DOC: il vino aromatico del Lago di Bolsena

L’Aleatico di Gradoli DOC è un vino rosso dolce e aromatico prodotto nell’Alta Tuscia, sulle colline vulcaniche che circondano la parte settentrionale del Lago di Bolsena. Nasce per almeno il 95% dal vitigno Aleatico e comprende quattro tipologie: Aleatico di Gradoli, Liquoroso, Liquoroso Riserva e Passito.

Borgo storico di Gradoli sulle colline vulcaniche dell’Alta Tuscia
Il borgo di Gradoli, nel territorio vulcanico dell’Aleatico di Gradoli DOC, in provincia di Viterbo

La denominazione rappresenta una delle espressioni più caratteristiche dell’Aleatico nel Lazio. Accanto al vino base, morbido e fruttato, propone uno stile passito ottenuto mediante appassimento naturale e due vini liquorosi prodotti attraverso alcolizzazione.

Dove si produce l’Aleatico di Gradoli DOC

La zona di produzione si trova interamente in provincia di Viterbo. Comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo, oltre a una parte delimitata del comune di Latera.

I vigneti occupano le colline poste a nord e nord-ovest del Lago di Bolsena, nel settore dell’antico distretto vulcanico dei Monti Volsini. Il disciplinare ammette i terreni posti fino a un’altitudine massima di 600 metri sul livello del mare, purché adeguatamente esposti e idonei alla maturazione delle uve.

Area delimitata dalla denominazione Aleatico di Gradoli DOC
Area delimitata dalla denominazione Aleatico di Gradoli DOC

L’area non coincide dunque genericamente con l’intera Alta Tuscia né con tutti i comuni affacciati sul lago. La DOC segue un confine preciso e interessa soltanto i territori indicati dal disciplinare.

Suoli vulcanici e clima dell’Alta Tuscia

Il paesaggio viticolo dell’Aleatico di Gradoli si è formato sulle pendici dell’apparato vulcanico vulsino. I terreni comprendono tufi, ceneri, sabbie vulcaniche e lapilli prodotti dalle diverse fasi eruttive che hanno dato origine anche alla conca del Lago di Bolsena.

Questi materiali formano suoli generalmente permeabili, nei quali l’acqua può penetrare attraverso la porosità e le fratture delle rocce vulcaniche. Le diverse esposizioni e altitudini creano tuttavia condizioni locali variabili, che incidono sul ciclo vegetativo e sulla maturazione dell’Aleatico.

Il clima è influenzato dal lago e dalla posizione collinare. Le precipitazioni si concentrano soprattutto fuori dall’estate, mentre luglio e agosto sono normalmente più asciutti. La ventilazione e le esposizioni soleggiate favoriscono la maturazione aromatica delle uve e, nelle annate adatte, l’appassimento destinato alla produzione del Passito.

Il vitigno Aleatico

Tutte le tipologie della denominazione devono contenere almeno il 95% di Aleatico. Possono concorrere, fino a un massimo del 5%, altri vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione nel Lazio.

L’Aleatico è un vitigno a bacca nera dotato di una riconoscibile componente aromatica. Il suo profilo può richiamare fiori, piccoli frutti rossi, spezie dolci e frutta matura, ma l’intensità e la natura degli aromi cambiano secondo la maturazione delle uve e il metodo produttivo.

Aleatico di gradoli
Aleatico di gradoli – vigneti

Il disciplinare distingue chiaramente quattro interpretazioni. Il vino base conserva maggiormente il carattere del frutto fresco; il Passito concentra zuccheri, materia ed espressione aromatica attraverso l’appassimento; il Liquoroso e il Liquoroso Riserva raggiungono un titolo alcolometrico superiore mediante alcolizzazione.

Aleatico di Gradoli DOC

L’Aleatico di Gradoli senza ulteriori menzioni è un vino rosso dolce. Il disciplinare prescrive un colore rosso granato con tonalità violacee, un odore finemente aromatico e caratteristico e un sapore di frutto fresco, morbido e vellutato.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è del 12% vol., dei quali almeno il 9,50% vol. deve essere effettivamente svolto. La differenza può essere rappresentata dall’alcol potenziale legato agli zuccheri non fermentati. L’acidità totale minima è pari a 4,5 grammi per litro e l’estratto non riduttore deve raggiungere almeno 20 grammi per litro.

Questa tipologia permette di cogliere il carattere aromatico dell’Aleatico senza la concentrazione del Passito o la maggiore forza alcolica dei vini liquorosi.

Aleatico di Gradoli Passito DOC

Il Passito viene prodotto con uve sottoposte a un periodo di appassimento naturale. La concentrazione deve portare le uve a un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 16% vol., corrispondente indicativamente a una concentrazione zuccherina di almeno 280 grammi per litro.

Per questa tipologia la resa dell’uva in vino finito non può superare il 45%, un limite sensibilmente più basso rispetto a quello delle altre versioni. La riduzione riflette la perdita d’acqua subita dagli acini durante l’appassimento e la conseguente concentrazione del mosto.

Il disciplinare descrive il Passito con un colore rosso rubino, talvolta accompagnato da riflessi violacei. Il profumo deve essere fruttato, finemente aromatico e caratteristico; il sapore è dolce e richiama la frutta matura.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è del 16% vol., di cui almeno il 9% vol. svolto. L’acidità totale minima è di 4,5 grammi per litro e l’estratto non riduttore deve raggiungere almeno 28 grammi per litro.

Aleatico di Gradoli Liquoroso DOC

L’Aleatico di Gradoli Liquoroso si ottiene mediante alcolizzazione, cioè con l’aggiunta di alcol secondo le pratiche e i limiti previsti dalla normativa sui vini liquorosi. Non va quindi confuso con il Passito, nel quale la concentrazione deriva dall’appassimento delle uve.

Il Liquoroso deve affinare almeno sei mesi a partire dalla data dell’alcolizzazione. All’immissione al consumo presenta un colore rosso granato più o meno intenso, talvolta con riflessi violacei. L’odore è aromatico, delicato e caratteristico, mentre il sapore deve risultare pieno, dolce, armonico e gradevole.

Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è del 17,50% vol., con almeno il 15% vol. effettivamente svolto. L’acidità totale minima è di 4 grammi per litro e l’estratto non riduttore minimo è di 20 grammi per litro.

Aleatico di Gradoli Liquoroso Riserva DOC

La Riserva è una versione del Liquoroso sottoposta a un invecchiamento molto più lungo. Dalla data di alcolizzazione deve trascorrere almeno due anni in botti di rovere con capacità non superiore a 250 litri. A questo periodo segue almeno un ulteriore anno di affinamento in bottiglia.

Il disciplinare prevede un colore rosso granato più o meno intenso, che può tendere all’arancione con l’evoluzione. Il profumo è aromatico e deve mostrare i caratteri dell’invecchiamento in rovere. Il sapore è pieno, dolce, più o meno tannico, armonico e gradevole.

Come nel Liquoroso, il titolo alcolometrico volumico totale minimo è del 17,50% vol., di cui almeno il 15% vol. svolto. L’acidità totale minima è di 4 grammi per litro e l’estratto non riduttore deve raggiungere almeno 20 grammi per litro.

La differenza fra Liquoroso e Liquoroso Riserva non consiste quindi soltanto in una generica maggiore qualità. La Riserva deve rispettare un preciso ciclo di due anni in piccole botti di rovere e almeno un anno in bottiglia.

Resa delle uve e vinificazione

La produzione massima ammessa è di 9 tonnellate di uva per ettaro per tutte le tipologie. Le uve devono garantire un titolo alcolometrico naturale minimo dell’11,50% vol. per l’Aleatico di Gradoli base, del 12% vol. per Liquoroso e Liquoroso Riserva e del 16% vol. per il Passito dopo l’appassimento.

La resa massima dell’uva in vino finito è del 70% per la tipologia base e per i vini liquorosi. Se la resa supera questo limite ma rimane entro il 75%, l’eccedenza perde il diritto alla denominazione. Oltre il 75%, tutto il prodotto perde il diritto alla DOC.

Per il Passito la resa massima è del 45%. Se viene superato questo valore ma non il 50%, soltanto l’eccedenza non può essere rivendicata come Aleatico di Gradoli DOC; oltre il 50% decade il diritto alla denominazione per l’intero prodotto.

Le operazioni di vinificazione, preparazione e affinamento devono avvenire nella zona delimitata. Per rispettare le situazioni produttive tradizionali, tali operazioni sono ammesse anche nell’intero territorio amministrativo dei comuni compresi soltanto in parte nella delimitazione.

Etichetta e confezionamento

L’annata di produzione delle uve deve essere indicata in etichetta. Il disciplinare vieta l’aggiunta di qualificazioni non previste, come “extra”, “superiore”, “fine”, “scelto” o “selezionato”.

Le tipologie Passito, Liquoroso e Liquoroso Riserva possono essere commercializzate nei formati specificamente ammessi dal disciplinare. La scelta di bottiglie di capacità contenuta è coerente con la natura concentrata e da degustazione di questi vini, ma non modifica le regole sulla provenienza e sulla tracciabilità.

Storia della denominazione

La presenza dell’Aleatico nella zona di Gradoli è legata da tempo alla viticoltura dell’Alta Tuscia. Le ricostruzioni storiche e le tradizioni locali attribuiscono al vitigno origini antiche, ma le ipotesi sul suo arrivo attraverso Greci ed Etruschi non devono essere considerate un fatto definitivamente dimostrato.

La cultura popolare di Gradoli conserva anche la leggenda del leone che avrebbe sconfitto un demone presso il Poggio del Diavolo. Dal bastone lasciato nel terreno dal demone sarebbe nata la prima vite di Aleatico. Il racconto appartiene alla tradizione locale e trova un richiamo nello stemma comunale, ma non costituisce una ricostruzione storica dell’origine del vitigno.

L’Aleatico di Gradoli ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1972. Il disciplinare è stato successivamente modificato, in particolare nel 1996 e nel 2011, quando sono state consolidate le regole oggi riportate nel catalogo nazionale delle denominazioni.

Come servire l’Aleatico di Gradoli

La tipologia base può essere servita indicativamente tra 12 e 14 °C. Si abbina a pasticceria secca, crostate con confetture di frutti rossi, biscotti alle nocciole e dolci tradizionali non eccessivamente zuccherini.

Il Passito può accompagnare cioccolato fondente, dessert con amarene o frutti di bosco e formaggi erborinati. È importante che il dolce non risulti più zuccherino del vino, altrimenti l’abbinamento può far apparire il calice meno equilibrato.

Il Liquoroso e soprattutto il Liquoroso Riserva possono essere serviti tra 14 e 16 °C, in piccoli calici. Oltre agli abbinamenti con cioccolato, pasticceria e formaggi stagionati o erborinati, possono essere degustati da soli come vini da meditazione.

FAQ

Che tipo di vino è l’Aleatico di Gradoli?

È un vino rosso dolce e aromatico prodotto nell’Alta Tuscia. La denominazione comprende una versione base, un Passito e due vini liquorosi, uno dei quali può riportare la menzione Riserva.

Quali uve si usano per l’Aleatico di Gradoli DOC?

Il vino deve contenere almeno il 95% di Aleatico. Possono concorrere altri vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione nel Lazio fino a un massimo del 5%.

Dove viene prodotto?

La zona comprende per intero Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo e una parte delimitata del comune di Latera, tutti in provincia di Viterbo.

Qual è la differenza tra Passito e Liquoroso?

Il Passito concentra zuccheri e aromi mediante l’appassimento naturale delle uve. Il Liquoroso viene invece ottenuto mediante alcolizzazione e deve affinare almeno sei mesi dalla data di questa operazione.

Quanto invecchia l’Aleatico di Gradoli Liquoroso Riserva?

Deve trascorrere almeno due anni in botti di rovere con capacità non superiore a 250 litri, calcolati dalla data di alcolizzazione, e almeno un ulteriore anno in bottiglia.

Qual è la gradazione minima dell’Aleatico di Gradoli?

La tipologia base deve raggiungere almeno il 12% vol. e il Passito almeno il 16% vol. Il Liquoroso e il Liquoroso Riserva devono raggiungere almeno il 17,50% vol., di cui almeno il 15% vol. svolto.

L’annata deve comparire in etichetta?

Sì. Il disciplinare rende obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

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