Bagnoli Friularo DOCG

 Vitigno: Raboso Piave

La denominazione Bagnoli Friularo DOCG descrive alcune particolari tipologie di vino rosso:

  • Bagnoli Friularo DOCG
  • Bagnoli Friularo Riserva DOCG
  • Bagnoli Friularo Vendemmia Tardiva DOCG
  • Bagnoli Friularo Classico Riserva DOCG
  • Bagnoli Friularo Classico Passito DOCG
  • Bagnoli Friularo Passito DOCG

ottenuto da uve Raboso Piave prodotte esclusivamente nel comune di Bagnoli di Sopra e altri comuni limitrofi in provincia di Padova.

Bagnoli Friularo DOCG

Tipologie di Vino

Il Friularo è un vino rosso con un elevato tenore in polifenoli che conferisce ai vini giovani un colore rosso rubino brillante che, evolvendo, assume un colore dalle tonalità più profonde, cupe e granate. Al sapore presenta acidità spiccata e forte tannicità, due peculiarità indispensabili del Friularo; grazie ad esse, il vino presenta una singolare resistenza all’invecchiamento in legno ed in bottiglia. Il vino giovane presenta un aroma di frutta rossa, tra cui spiccano marasca, prugna e ciliegia; con il procedere dell’evoluzione, si evidenziano profumi di frutta sotto spirito, sensazioni floreali tra cui la rosa e forti speziature di tabacco, cannella, cacao e vaniglia.

Bagnoli Friularo DOCG area

Caratteristiche pedo-climatiche del territorio

Nella zona settentrionale e più precisamente nei comuni di Battaglia Terme e Monselice, i suoli hanno avuto origine dalla disgregazione delle rocce vulcaniche: presentano un buono scheletro, sono ben drenati e ricchi di minerali e microelementi. Le zone pianeggianti degli altri comuni sono caratterizzate da una differente tessitura e dalla ricchezza minerale originata dai sedimenti dei fiumi Adige, Bacchiglione e Brenta, presentando una percentuale maggiore di limo e di sostanza organica rispetto a terreni non alluvionali; definibili come sub-acidi, il loro tenore in potassio ben si sposa con la grande acidità espressa dal vitigno Friularo.

La vicinanza dei colli euganei garantisce, per il semplice effetto del differenziale termico, una ventilazione serale e mattutina che permette in estate di mitigare la sommatoria termica nelle ore più calde e in primavera di salvaguardare dalle brinate. La ventilazione che caratterizza l’intero areale è fondamentalmente riassumibile nei venti provenienti da nord-est e, vista la relativa vicinanza al mare, dalla presenza di brezze marine e bora che arrivano periodicamente nell’intera area di produzione durante tutta la fase vegetativa; questi eventi atmosferici hanno il positivo effetto di impedire, specialmente d’estate, il ristagno dell’umidità.

Il clima è temperato, caratterizzato da condizioni termiche mediterranee, inverni miti, estati calde e asciutte; soventemente, durante il periodo della maturazione, vi sono escursioni termiche importanti che provocano incrementi delle sostanze fenoliche e colore nella bacca. La piovosità media annuale oscilla tra i 700 e i 900 mm con due punte massime, in primavera e autunno; tali precipitazioni, susseguendosi in maniera cadenzata, permettono alla vite di vegetare senza incontrare stress di natura idrica e carenze minerali. La grande mineralità dei suoli che caratterizza tutta l’area di produzione determina peculiari note sapide con sensazioni quasi solfuree e un ricco patrimonio organolettico.

La Storia della DOCG

La dubbia origine etimologica del termine non permette di identificare con certezza l’epoca della suo avvento. Alcuni studiosi infatti riscontrano nel termine “Friularo” (dialettale “Frigoearo”) la radice latina “Frigus”: “freddo” seguita dalla desinenza “Aro”: “colui che fa”. Questa denominazione sarebbe legata alla raccolta tardiva che viene praticata da sempre in questa zona. Ad avvalorare tale tesi è la presenza contemporanea nel vicentino di una varietà detta “Cruaja”, che si scoprirà essere il Raboso, il cui nome deriva dal fatto di essere un un’uva estremamente acida e viva al gusto e perciò definita sempre “cruda”. Qualunque sia la sua origine etimologica è inconfutabile che la coltivazione di questo vitigno nel territorio di Bagnoli abbia origini antichissime.

La zona faceva parte della “Decima Regio, Venetia et Histria” ed era attraversata da est ad ovest, dalla via “Amnia” costruita nel 131 a.C.
Primo e più antico documento conosciuto che parla dei vini di “Bagnoli” e che lega il nome dei vini alla zona è l’atto di donazione del marchese del Dominio di Bagnoli al Vescovo di Padova nel 954 d.C.
Una fitta documentazione datata XII° e XIII° secolo riferisce di donazioni di terre vitate in Bagnoli e nei comuni limitrofi e di fitti pagati alla Corte Benedettina di Bagnoli con la decima e con un terzo del vino prodotto. Nel 1521, lo scrittore e commediografo padovano Ruzzante, descrisse un “vino
sgarboso”, probabilmente una varietà di “Raboso” prodotto nel Padovano, che dalle caratteristiche descritte è probabilmente il “Friularo di Bagnoli”.
Il documento più antico che fa diretto riferimento al Friularo di Bagnoli, assieme ai nomi degli altri vitigni autoctoni di Bagnoli, è un manoscritto del 1774 che riporta l’elenco dei vitigni in coltivazione nella zona con il relativo prezzo di mercato. Il Friularo compare come il vitigno più costoso e richiesto.
Nel 1787 il poeta veneziano Ludovico Pastò scrisse un ditirambo sul vino intitolato “El Vin Friularo de Bagnoli” dove l’autore, entusiasta bevitore di Friularo ne declama la bontà e le virtù.

DOCG

DOCG DOP marchio

2011

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