Castel del Monte DOC: vini e vitigni dell’Alta Murgia

La Castel del Monte DOC identifica una delle denominazioni più rappresentative della viticoltura pugliese. La sua zona di produzione si sviluppa nel territorio dell’Alta Murgia, tra le province di Barletta-Andria-Trani e Bari, in un paesaggio dominato dall’altopiano calcareo e dalla presenza di Castel del Monte.

Vigneti della Castel del Monte DOC con Castel del Monte sul colle
I vigneti della Castel del Monte DOC si estendono ai piedi del celebre castello federiciano, nel paesaggio calcareo dell’Alta Murgia.

La denominazione comprende vini bianchi, rosati e rossi, versioni frizzanti e spumanti e diverse tipologie varietali. Accanto alle uve storiche della zona, come Nero di Troia, Bombino Nero, Bombino Bianco, Pampanuto e Aglianico, il disciplinare ammette anche varietà internazionali ormai consolidate nel territorio, fra cui Chardonnay, Sauvignon e Cabernet.

Castel del Monte DOC e Castel del Monte DOCG: quali sono le differenze

La Castel del Monte DOC è stata riconosciuta nel 1971. Nel 2011 tre produzioni particolarmente legate al territorio hanno ottenuto il riconoscimento come denominazioni autonome DOCG:

Castel del Monte Bombino Nero DOCG, riservata al vino rosato prodotto prevalentemente con Bombino Nero;

Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG, dedicata a uno dei vitigni simbolo dell’Alta Murgia;

Castel del Monte Rosso Riserva DOCG, destinata ai vini rossi di maggiore struttura e attitudine all’invecchiamento.

Queste DOCG non sono semplici tipologie della Castel del Monte DOC, ma denominazioni distinte, ciascuna disciplinata da proprie regole produttive.

All’interno della Castel del Monte DOC restano invece previste, tra le altre, le tipologie Aglianico Riserva e Cabernet Riserva.

La zona di produzione

La zona delimitata comprende l’intero territorio comunale di Minervino Murge e parte dei comuni di Andria, Canosa di Puglia e Trani, nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

Area definita dalla denominazione Castel del Monte DOC
Area definita dalla denominazione Castel del Monte DOC

Nella provincia di Bari interessa parte dei territori di Bitonto, Corato, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Toritto. È compresa inoltre l’intera isola amministrativa D’Ameli del comune di Binetto.

Il paesaggio viticolo si estende dalle aree più vicine alla costa adriatica alle alture interne della Murgia. La variabilità delle esposizioni e delle altitudini permette di coltivare vitigni differenti e di ottenere vini dalle personalità molto diverse.

Suoli e clima dell’Alta Murgia

Il territorio è caratterizzato da un substrato prevalentemente calcareo, con terreni spesso poco profondi, pietrosi e ricchi di scheletro. In diverse aree la roccia affiora in superficie, mentre negli avvallamenti si incontrano suoli più profondi e fertili.

La buona capacità drenante limita il ristagno dell’acqua e può favorire un moderato stress idrico durante l’estate. La vite tende così a contenere naturalmente la produzione e a concentrare aromi, colore e sostanze estrattive negli acini.

Il clima è mediterraneo, ma l’altitudine e la distanza variabile dal mare introducono importanti differenze locali. Le estati sono calde, luminose e generalmente asciutte. Le brezze adriatiche e i venti che attraversano l’altopiano contribuiscono alla ventilazione dei vigneti, mentre l’escursione termica fra il giorno e la notte può aiutare a preservare profumi e acidità.

Queste condizioni spiegano perché la denominazione riesca a esprimere tanto vini bianchi freschi e fragranti quanto rosati sapidi e rossi strutturati.

Le tipologie della Castel del Monte DOC

Il disciplinare presenta una gamma particolarmente articolata. Le tipologie possono essere suddivise in vini generici, ottenuti dall’unione di più varietà ammesse, e vini varietali, nei quali deve prevalere il vitigno indicato in etichetta.

Castel del Monte DOC Bianco

Il Castel del Monte DOC Bianco può essere prodotto anche nelle versioni Frizzante e Spumante.

La base ampelografica è costituita da Bombino Bianco, Chardonnay e Pampanuto, chiamato localmente anche Pampanino. Questi vitigni possono essere impiegati singolarmente o congiuntamente. Possono concorrere, fino a un massimo del 35%, altre varietà a bacca bianca non aromatiche idonee alla coltivazione nella zona.

Il vino si presenta generalmente di colore giallo paglierino. La versione ferma possiede un profilo delicato e armonico, mentre quelle frizzanti e spumanti privilegiano freschezza, immediatezza e vivacità.

Castel del Monte DOC Rosato

La tipologia Rosato è prevista anche nelle versioni Frizzante e Spumante.

Può essere ottenuta da Aglianico, Bombino Nero e Nero di Troia, utilizzati da soli o insieme. È ammesso fino al 35% di altri vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati nella zona.

Il colore può variare dal rosa tenue a tonalità più intense. Il profumo è solitamente delicato e fruttato, mentre il gusto è fresco, armonico e spesso caratterizzato da una piacevole vena sapida.

Castel del Monte DOC Rosso

Il Castel del Monte DOC Rosso può essere prodotto anche nella versione Novello.

La composizione comprende Aglianico, Montepulciano e Nero di Troia, impiegabili singolarmente o congiuntamente. Altri vitigni a bacca nera non aromatici possono concorrere fino al 35%.

I vini presentano normalmente un colore rubino, destinato ad assumere sfumature granate con l’evoluzione. Il profilo aromatico può richiamare frutti rossi e neri, spezie ed erbe mediterranee. Al palato prevalgono struttura, equilibrio e una trama tannica più o meno marcata secondo le uve e la tecnica di vinificazione.

I vini varietali

Per le tipologie che riportano il nome del vitigno, la varietà dichiarata deve rappresentare almeno il 90% della composizione. Il restante 10% può provenire da altri vitigni dello stesso colore ammessi nella zona di produzione.

La denominazione comprende Castel del Monte DOC Bombino Bianco, anche Frizzante e Spumante; Chardonnay, anche Frizzante; Sauvignon, anche Frizzante; Nero di Troia; Cabernet, anche Riserva; Aglianico, anche Riserva; e Aglianico Rosato, anche Frizzante.

Nella tipologia Cabernet il requisito varietale può essere soddisfatto dal Cabernet Franc, dal Cabernet Sauvignon oppure dal loro impiego congiunto.

I principali vitigni

Nero di Troia

Il Nero di Troia, indicato nel disciplinare anche come Uva di Troia, è uno dei vitigni più rappresentativi della Puglia centro-settentrionale. Matura piuttosto lentamente e può dare vini dal colore profondo, con profumi di mora, prugna, violetta e spezie.

La sua componente tannica richiede una gestione attenta delle maturazioni e delle estrazioni. Nei vini meglio equilibrati conferisce struttura, eleganza e una buona capacità di evoluzione.

Bombino Nero

Il Bombino Nero è particolarmente adatto alla produzione di rosati. Il grappolo tende a presentare una maturazione non perfettamente uniforme, caratteristica richiamata anche dal nome popolare “Bambino”.

La moderata concentrazione delle sostanze coloranti permette di ottenere vini rosati delicati, freschi e fragranti, spesso caratterizzati da note di piccoli frutti rossi, fiori e agrumi.

Bombino Bianco e Pampanuto

Il Bombino Bianco apporta freschezza, delicatezza aromatica e facilità di beva. Può essere impiegato sia nei vini fermi sia nelle versioni frizzanti e spumanti.

Il Pampanuto è una varietà storicamente legata alla Murgia barese. Generalmente offre vini equilibrati, discreti nei profumi e sostenuti da una piacevole acidità. In assemblaggio contribuisce alla freschezza dei bianchi della denominazione.

Aglianico

L’Aglianico predilige maturazioni lunghe e ambienti ben ventilati. Nel territorio di Castel del Monte può produrre rossi strutturati, tannici e longevi, ma anche rosati di buona intensità aromatica.

Le espressioni rosse possono sviluppare sentori di amarena, mora, spezie, tabacco ed erbe aromatiche, soprattutto dopo un adeguato affinamento.

Produzione e affinamento

Il disciplinare stabilisce rese massime differenti secondo la tipologia e impone una resa dell’uva in vino non superiore al 70%. Se tale limite viene superato entro la soglia prevista, l’eccedenza perde il diritto alla denominazione; oltre il limite massimo stabilito può decadere il diritto alla DOC per l’intera partita.

Le operazioni di vinificazione, elaborazione delle versioni frizzanti e spumanti e affinamento devono rispettare le condizioni territoriali e tecniche indicate nel disciplinare.

Per il Castel del Monte DOC Cabernet Riserva e il Castel del Monte DOC Aglianico Riserva è previsto un periodo minimo di invecchiamento di due anni, calcolato dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve. Almeno un anno deve svolgersi in recipienti di legno.

La menzione “vigna” può accompagnare il nome della denominazione quando le uve provengono da una superficie vitata precisamente identificata e sono rispettate le condizioni di tracciabilità previste dalla normativa.

Caratteristiche e abbinamenti

I bianchi della Castel del Monte DOC trovano un abbinamento naturale con antipasti di mare, molluschi, crostacei, primi piatti con verdure, latticini freschi e preparazioni a base di pesce. Le versioni spumanti possono essere servite come aperitivo.

I rosati accompagnano salumi delicati, zuppe di pesce, focacce, pizze, paste al pomodoro, verdure grigliate e carni bianche. La loro versatilità li rende particolarmente adatti alla cucina mediterranea.

I rossi più giovani possono essere abbinati a paste al ragù, legumi, carni arrosto e formaggi di media stagionatura. Le versioni Aglianico Riserva e Cabernet Riserva richiedono piatti più strutturati, come brasati, selvaggina, agnello al forno e formaggi stagionati.

La temperatura di servizio può orientativamente essere compresa fra 8 e 10 °C per spumanti e frizzanti, fra 10 e 12 °C per bianchi e rosati e fra 16 e 18 °C per i rossi. Le Riserve possono beneficiare di un breve periodo di ossigenazione prima del servizio.

Castel del Monte DOC: una denominazione dalle molte anime

La Castel del Monte DOC racconta la complessità viticola dell’Alta Murgia attraverso una gamma che spazia dai bianchi freschi ai rosati, dagli spumanti ai rossi destinati all’affinamento.

Il carattere comune nasce dal paesaggio calcareo, dal clima luminoso e ventilato e dall’incontro tra vitigni autoctoni e varietà internazionali. Per il consumatore è importante verificare sempre la tipologia riportata in etichetta: sotto la stessa denominazione possono infatti trovarsi vini molto differenti per colore, composizione, metodo produttivo e capacità di evoluzione.

FAQ

Dove viene prodotto il Castel del Monte DOC?

La zona comprende Minervino Murge e porzioni dei territori di Andria, Canosa di Puglia, Trani, Bitonto, Corato, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Toritto e Binetto.

Quali sono i vitigni del Castel del Monte DOC Rosso?

La tipologia Rosso può essere prodotta con Aglianico, Montepulciano e Nero di Troia, da soli o congiuntamente, più un massimo del 35% di altre uve nere non aromatiche ammesse.

Quali uve vengono utilizzate per il Castel del Monte DOC Bianco?

Le varietà principali sono Bombino Bianco, Chardonnay e Pampanuto. Altre uve bianche non aromatiche autorizzate possono concorrere fino al 35%.

Qual è la differenza tra Castel del Monte DOC e DOCG?

Le DOCG Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva e Castel del Monte Rosso Riserva sono denominazioni autonome. Non costituiscono tipologie della Castel del Monte DOC.

Esistono vini Castel del Monte DOC Riserva?

Sì. La DOC prevede le tipologie Aglianico Riserva e Cabernet Riserva, sottoposte ad almeno due anni di invecchiamento, di cui uno in legno.

Il Castel del Monte DOC comprende vini spumanti?

Sì. Sono previste versioni spumanti per il Bianco, il Rosato e il Bombino Bianco. Alcune tipologie sono prodotte anche come vini frizzanti

A quale temperatura si serve il Castel del Monte DOC?

Indicativamente, spumanti e frizzanti si servono a 8-10 °C, bianchi e rosati a 10-12 °C e rossi a 16-18 °C

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