Cori DOC

 Vitigni: vari

La denominazione Cori DOC descrive diverse tipologie di vino:

  • Cori Bianco DOC
  • Cori Rosso DOC

e le tipologie monovitigno come

  • Cori Bellone DOC
  • Cori Nero Buono DOC
  • Cori Nero Buono DOC Riserva

Le uve utilizzate per la produzione di questi vini provengono dai comuni di Cori e Cisterna in provincia di Latina.

Cori DOC

Tipologie di Vino

Cori Bianco DOC. Bellone min 50%, Malvasia del Lazio min 20%, Greco bianco min 15%. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, sino a un massimo del 15%.

Cori Rosso DOC. Nero Buono min 50%, Montepulciano min 20%, Cesanese di Affile e/o Comune min 15%. Possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, sino a un massimo del 15%

Cori DOC Bellone. Bellone min 85%. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, sino a un massimo del 15%.

Cori DOC Nero Buono. Nero Buono min 85%. Possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione per la Regione Lazio, sino a un massimo del 15%.

Cori DOC Nero Buono Riserva è sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a 24 mesi dalla vendemmia, e deve avere un titolo alcolometrico volumico totale min do 13%.

Densità min d’impianto: 3000 ceppi/ha.

Cori DOC Rosso e Cori DOC Bianco: Resa max 105 hl/ha

Cori DOC Bellone: 84 hl/ha

Cori DOC Nero buono: 78 hl/ha

Caratteristiche pedo-climatiche del territorio

L’area di produzione comprende la parte più interna della pianura nord orientale dell’Agro Pontino e le pendici nord occidentali dei monti Lepini con l’esposizione generale orientata verso ovest, sudovest.

Cori DOC area

I Monti Lepini fanno parte degli antiappennini e rappresentano la parte più occidentale della piattaforma carbonatica laziale-abruzzese e sono composti da rocce sedimentarie di origine marina (calcari e dolomie). I terreni che ne derivano sono caratterizzati sulle pendici da strati sedimentari antichi provenienti da substrati calcarei ben stratificati e nelle vallecole da materiale detritico di falda e terre rosse con struttura argillo-limosa e reazione sub-acida, depositi piroclastici e le terre rosse che caratterizzano l’ambiente carsico; esse sono costituite da ossidi e idrossidi di ferro e alluminio non solubili nell’acqua, presenti nella roccia carbonatica come impurità, unitamente a cineriti originate dal vulcanismo albano e della valle latina che danno luogo a suoli ricchi di scheletro, in particolare tufo nelle zone più basse e a base calcarea nelle zone più alte. Sono presenti anche depositi formatisi in ambiente fluvio-palustre costituiti da alternanze di livelli sabbiosi, sabbioso-argillosi e da formazioni di natura travertinosa.

L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 40 e i 463 m s.l.m. con pendenza variabile e l’esposizione generale è orientata verso ovest e sud-ovest. Il clima dell’area è di tipo mediterraneo di transizione ed è caratterizzato da precipitazioni medie annue comprese tra i 822 ed i 1110 mm, con aridità estiva (pioggia 84-127 mm) nei mesi estivi. Temperatura media piuttosto elevata compresa tra i 14,5 ed i 15,2°C: freddo poco intenso da novembre ad aprile, con temperatura media inferiore ai 10°C per 2-3 mesi l’anno e temperatura media minima del mese più freddo dell’anno che oscilla tra 3,4 e 4,4° C.

Malvasia del Lazio o Malvasia Puntinata - vitigno

Storia della DOC

La presenza della viticoltura nell’area delimitata risale all’epoca preromana: Cori (Cora per i Romani), una delle principali città dei Volsci fondata intorno al 1400 a.C., e citata e lodata dai principali autori latini. Gli statuti di Cori furono emanati nel 1327 e riveduti nel 1547 e nel 1732: sono divisi in 5 libri e contengono capitoli dedicati alla viticoltura ed al commercio del vino.

DOC

Marchio DOC DOP

1971

Estensione: 9700 ettari

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