Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG

Vitigno:  Primitivo

La denominazione Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG descrive una singola tipologia di vino di colore rosso intenso, con sfumature tendenti al granato. Di odore ampio, complesso con sentori di prugna, al sapore risulta dolce e vellutato. La zona di produzione comprende una serie di comuni distribuiti tra le provincie di Brindisi e Taranto.

Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG

Tipologia di Vino

Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG: Primitivo 100%.

Caratteristiche pedo-climatiche del territorio

Il territorio è caratterizzato essenzialmente da due tipologie di paesaggio: l’Arco Ionico e la penisola Salentina.

L’arco Ionico interessa maggiormente la zona che parte dalla costa ionica fino ad arrivare alla base delle Murge, ad ovest fino alla Fossa Bradanica e ad est fino a contatto con il Salento Nord Occidentale. La morfologia deriva dai frequenti e brevi cicli sedimentari trasgressivo-regressivi che hanno interessato l’area sin dal Pliocene medio, conferendo al paesaggio il tipico aspetto a gradinata, costituito per appunto, da una serie di scarpate che progressivamente degradano verso la linea costiera, lungo la quale è possibile osservare un sistema di dune.

Il clima è di tipo mediterraneo con inverni abbastanza miti (temperatura media intorno ai 6°C) ed estati calde (temperatura massima media 25-26°C. La piovosità si attesta attorno ai 650mm di pioggia annui concentrati prevalentemente nel periodo invernale.

Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG area

L’altra zona è il Salento o Penisola Salentina, che interessa quindi la parte sud-orientale dell’intero territorio tarantino. Si presenta come un territorio alquanto complesso in cui si alternano superfici subpianeggianti a rilievi calcarei (serre salentine). Le serre presenti nella porzione più a sud sono caratterizzate da rilievi calcarei o calcareo-dolomitici stretti ed allungati che si interrompono qua e là in solchi erosivi pianeggianti. La penisola salentina essendo protesa al mare, è caratterizzata da un clima più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell’Appennino riduce l’apporto di umidità dei venti provenienti da ovest. L’umidità non si traduce in precipitazioni, comunque più cospigue rispetto alla Puglia settentrionale, ma determina una più netta alterazione della temperatura percepita. Le estati sono particolarmente afose, mentre le stagioni invernali, sia pure molto miti, appaiono gelide soprattutto a causa del vento.

In tutto il territorio, l’uso del suolo è mosaicato con vigneti alternati a seminativi ed oliveti radi.

Storia della DOCG

Nel primo trentennio del 1900 il prof. Giuseppe Musci (1879-1946), Direttore del Consorzio Antifilosserico della provincia di Bari, contribuì allo sviluppo della nuova viticoltura in Puglia con una incessante attività testimoniata da libri e articoli. In un testo, Musci fa risalire l’origine del Primitivo intorno al 1800, grazie ad un’opera di selezione del vitigno da parte del sacerdote don Francesco Filippo Indellicati, esperto botanico e agronomo. Indellicati, avendo notato ed apprezzato il vitigno all’interno di un vecchio vigneto vicini a Gioia del Colle, lo ribattezzò Primativo o Primaticcio in virtù della precocità di maturazione e ritenendolo adatto alle terre rosse tipicamente pugliesi, realizzò per talea un vigneto razionale monovarietale in contrada Terzi. Il Vitagliano (1985), sposando questa teoria, afferma che già nel 1868 questo vitigno era coltivato in alcune contrade. Nel 1887 il De Rovasenda annotò che il Primitivo, coltivato in Terra di Bari, matura la sua uva molto precocemente e può dare un buon vino, e in qualche località dà un vino liquoroso. Questa citazione rappresenta un primo riferimento della tipologia di vino prodotto con uve parzialmente passite, analoghe all’attuale Dolce Naturale.

Nella piana di Manduria, il Primitivo approdò molto probabilmente alla fine del XIX secolo, grazie ad alcune barbatelle portate dalla contessa Sabini di Altamura, andata in sposa a Tommaso Schiavoni Tafuri, in quale ne avviò la coltivazione nelle sue terre. Quindi la prima etichetta di cui si ha testimonianza del primitivo risale al 1891 e porta la denominazione Campo Marino. Si narra che di tale vino, presto rivelatosi di grande struttura, il nobiluomo di Manduria fosse così geloso, da ammettere alla degustazione solo pochi eletti dei suoi amici.

DOCG

DOCG DOP marchio

2011

Cantine

  • Attanasio

Vini

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