Il Progetto Vevir – studio di nuove varietà resistenti in provincia di Trento

Si è tenuto qualche giorno fa su web il meeting di chiusura del Progetto VEVIR, uno studio durato diversi anni in cui si sono stati selezionati e analizzati diversi nuovi vitigni resistenti all’oidio e alla peronospora che meglio si adattano al particolare territorio Trentino, ma soprattutto che possano permettere in vinificazione la produzione di vini di ottima qualità. I risultati sono molto promettenti, e su una base di partenza di 30 vitigni resistenti, sono stati selezionati ben 7 vitigni che meglio rispondono a tali esigenze. Prossimi passi saranno quelli di una progressiva integrazione nei disciplinari di queste nuove varietà.

Il Progetto Vevir - studio di nuove varietà resistenti in provincia di Trento

CIVIT ed il Progetto VEVIR

CIVIT (Consorzio Innovazione Vite) è un consorzio formato dalla fondazione Edmund Moch e dall’AVIT (Consorzio vivaisti viticoli trentini). La fondazione Edmund Moch è un’organizzazione che persegue gli obiettivi d’istruzione e ricerca scientifica in campo agrario dal 2008 mentre l’AVIT, con la produzione annuale di circa 20 milioni di barbatelle è uno dei centri di riferimento del settore più importanti non solo a livello italiano, ma anche europeo.

CIVIT è nato nel 2012 per portare innovazione e ricerca nel mondo della viticoltura e Venerdì 5 Marzo alle ore 16:00 si è tenuto sul canale Youtube della fondazione Edmund Moch, il meeting di chiusura del progetto VEVIR dove sono stati presentati i risultati di anni di ricerca e di studio. Il Progetto VEVIR è uno dei progetti più promettenti del CIVIT che ha portato alla scoperta di una serie di vitigni resistenti alle patologie fungine più comuni che oggi infestano i vigneti, come lo oidio e la peronospora, che meglio si adattano all’ambito del territorio della Provincia Autonoma di Trento.

Lo scopo del Progetto VEVIR, cioè quello di selezionare nuovi varietà di vitigni resistenti, è quello di ridurre la quantità di fitofarmaci da somministrare ai vigneti. Purtroppo patologie come lo oidio e la peronospora (infezioni funginee della vite) causano annualmente moltissimi problemi in vigna e per poterle contrastare sono necessari diversi trattamenti durante l’anno produttivo. La ricerca di vitigni che siano in grado da sole di contrastare in gran parte queste patologie porterà alla riduzione del numero di trattamenti, con il conseguente uso sempre minore di fitofarmaci o altri rimedi non naturali.

Ma non finisce qui, il progetto VEVIR, una volta selezionate una serie di varietà di vitigni resistenti, ha studiato il loro comportamento in vigna per un periodo di diversi anni, studiando la loro produzione ed il loro comportamento in base alle diverse annate e al particolare terreno di coltura. Poi ulteriori studi sono stati effettuati sulle microvinificazioni dei diversi vitigni, studiando quali potranno essere i candidati migliori alla produzione di vini di qualità e che siano in grado di esprimere al meglio il territorio trentino.

I nuovi vitigni resistenti selezionati

Tra le varietà più tolleranti alle infestazioni funginee (vitigni resistenti) che sono state prese in considerazione sono stati scelti 16 vitigni ottenuti da incroci realizzati dall’Istituto di Ricerca di Friburgo (8 bianchi e 8 rossi), 11 vitigni da varietà resistenti ungheresi affiancandoli ad una serie di nuove varietà che sono il frutto della ricerca della Fondazione Edmund Mach.

Bacca RossaBacca Bianca
BaronAromera
Cabernet Cantor*Bronner*
Cabernet Carbon*Helios*
Cabernet Cortis*Johanniter*
CabinoMuscaris*
Monarch*Solaris*
Prior*Souvignier gris* (bacca rosa)
RegentRes29
I 16 vitigni resistenti dell’Istituto di Ricerca di Friburgo (*Iscritti al Registro Nazionale della Vite)

Tutti questi vitigni sono il risultato di diverse generazioni di incroci tra vitigni che hanno presentato una sempre maggiore resistenza alle infezioni funginee e varietà di vitigni tradizionali (come per esempio il Teroldego).

Nuova varietà = Vitigno 1 x Vitigno 2

In tutta Europa questi vitigni resistenti si stanno via via sempre di più diffondendo. In Italia, il Solaris ed il Soreli sono stati recentemente inseriti in alcune IGT del Triveneto e della Lombardia.

Tra tutti questi vitigni sono stati selezionati un ristretto gruppo di vitigni che si sono mostrati i più promettenti in tutti gli ambiti del progetto.

Per quanto riguarda i vitigni dell’Istituto di Ricerca di Friburgo

  • Solaris (Bianca) Merzling x (Seyve -Villard 5.276 x (Riesling x Pinot Gris)) x (Severa Zarya x Muscat Ottonel)
  • Souvignier Gris (Rosa) Seyval x Zähringer
  • Johanniter (Bianca) Riesling x (12-481 Villard Seyve x (Chasselas x Pinot Gris))
  • Muscaris (Bianca)
  • Bronner (Bianca) (Seyve-Villard 5-276 x (Riesling x Pinot Gris)) x (Zarya Severa x Saint Laurent)

Per quelli ungheresi

  • Pinot regina
  • Palma

E tra quelli sviluppati dalla fondazione Edmund Mach

  • Nermantis (Rossa) Teroldego x Merzling
  • Termantis (Rossa) Teroldego x Merzling
  • Valnosia (Bianca) Bianca x Nosiola
  • Charvir (Bianca) FR946-60 x Merzling

Lo scopo del progetto

Lo scopo del progetto VEVIR è quello di sostituire i trattamenti di sostanze chimiche con rimedi naturali tramite incroci fra varietà storiche, varietà selvatiche ed innesti. Cioè ripetere per le infezioni funginee quello che fu fatto storicamente per rimediare agli altri due grandi problemi che hanno afflitto la vite nel XX secolo (la filossera e la clorosi).

filossera -> portainnesto di vite americana (al posto del solfuro)

clorosi -> portainnesti di terreni calcarei (al posto del solfato di ferro)

muffa -> ibridi resistenti (al posto di composti di rame e altri fitofarmaci)

Comunque c’è da evidenziare che l’obiettivo “trattamento zero” non è applicabile neanche in questi casi. Quattro o cinque trattamenti fitosanitari saranno necessari per garantire il mantenimento della resistenza stessa ai funghi e agli insetti vettori, specie in Giugno. Infatti non esistono vitigni “immuni” alle muffe, ma solo più o meno resistenti.

Passi futuri post progetto

Adesso che sono stati rilevati i vitigni resistenti più adatti al territorio trentino, si dovrà ancora lavorare a livello legislativo in modo da poterli integrare gradualmente nei disciplinari correnti. Infine si dovrà fare in modo che il consumatore prenda confidenza con queste nuove varietà perché hanno una marcia in più per quanto riguarda l’eco-sostenibilità del territorio.

Web Meeting dell’evento

Il meeting svoltosi il 5 Marzo in diretta su YouTube alle 16:00 è stato registrato ed è disponibile alla visione sul canale ufficiale della fondazione Edmund Mach.

Hanno presenziato all’evento:

  • Mirco Maria Franco Cattani – Presidente Fondazione Edmund Mach
  • Enrico Giovannini – Presidente Civit
  • Lorenzo Gretter – Civit
  • Marco Stefanini – Centro Ricerca e Innovazione, FEM
  • Maurizio Bottura – Centro Trasferimento Tecnologico, FEM
  • Duilio Porro – Centro Trasferimento Tecnologico FEM
  • Sergio Moser – Centro Trasferimento Tecnologico FEM
  • Vincenzo Betalli, Civit

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