La Nascetta con Giovanni Mèttola e AIS Fiumicino-Ostia

Venerdì 15 Marzo, presso l’Hotel Tiber di Fiumicino ho partecipato all’evento “La Nascetta con Giovanni Mèttola” organizzato da AIS Fiumicino-Ostia. Durante l’evento sono stati presentati una serie di vini della cantina Mèttola da Giovanni Mèttola che sono stati degustati sotto la guida sapiente ed esperta del Sommelier Luca Radicchi. Tema principale della serata la Nascetta, un vitigno a bacca bianca piemontese riscoperto recentemente. Un ringraziamento speciale alla delegata AIS Ilaria De Donato e a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questo evento.

La Nascetta con Giovanni Mèttola e AIS Fiumicino-Ostia

La Nascetta e la cantina Mèttola

Mèttola è un’azienda agricola di proprietà delle famiglie Bera e Mèttola. Distante a pochi chilometri da Alba, i loro terreni ricadono nella famosissima e vocatissima zona chiamata Le Langhe. Al loro primo posto hanno puntato alla produzione di vini sani, evitando l’uso della chimica tanto in vigna quanto in cantina, senza compromettere la qualità.

Nella loro produzione che comprende ben 9 ettari di vigne dedicate al Barbaresco DOC, vi è anche 1 ettaro di vigne destinate esclusivamente alla Nascetta. La Nascetta o Nas-ciet è un vitigno autoctono delle Langhe, semiaromatico e dal colore giallo marcato. La Nascetta sta riscoprendo una nuova rinascita dopo un lungo periodo di oblio ed abbandono.

La Nascetta con Giovanni Mèttola e Luca Radicchi
Il Sommelier Luca Radicchi (sulla sinistra) e Giovanni Mèttola (sulla destra) durante l’evento

Le ragioni del suo lungo abbandono sono da ricondurre al suo aspetto “anarchico”. Infatti la produzione della Nascetta è molto sensibile alle annate: qualche anno produce bene e qualche altro no. E allora perché rischiare quando vi è il Nebbiolo, più affidabile e soprattutto, più prezioso?

L’azienda Mèttola ha comunque scelto di rivalorizzare questo antico vitigno storico delle Langhe, e dal 2005 ha cominciato la sua coltivazione sostituendo una vecchia vigna eposta ad est con la Nascetta. Ma non solo… Nascetta vuol dire tradizione… e allora perché non vinificare questo vitigno come una volta?

Anni fa i vini bianchi venivano vinificati come i vini rossi dato che non vi erano le diraspatrici. Quindi vi era un periodo in cui il mosto rimaneva a contatto con le bucce. Questo passaggio, oggi non più praticato, permetteva ai flavonoidi di passare dalle bucce al vino, permettendo a quest’ultimo di sopravvivere più a lungo nel tempo. Oggi si usa al loro posto l’anidride solforosa. La vinificazione in Orange permette di ovviare a tutto questo.

Vini in degustazione

La degustazione

Ed è proprio durante questa degustazione, che vedremo le differenze, tra una vinificazione moderna di un vino bianco ottenuto interamente dalla Nascetta con uno ottenuto tramite la vinificazione in Orange. E con un altro vino, sempre Nascetta vinificata in Orange vedremo gli effetti dell’invecchiamento.

Ecco l’elenco dei vini presentati durante la degustazione.

  • Nascetta 2017 vinificato in bianco
  • Nascetta 2016 vinificato in orange
  • Nascetta 2013 vinificato in organge invecchiato
  • Langhe DOC Rosso
  • Moscato Spumante Metodo Martinotti Lungo

Langhe DOC Nascetta Sensory 2017 (vinificata in Bianco)

Giallo paglierino, buona intensità, nota floreale bianca molto matura che ricorda l’acacia e ricorda anche il muschio. Ricordo di rose gialle. Erbaceo: salvia. Frutta mela gialla bella matura. A livello gustativo è struttura di massa, si apre bene in bocca con forte sapidità. Alcool che tende ad ammorbidire le note fredde e non riesce a dare ancora morbidezza. In bocca la sapidità lascia una nota semi-amaricante. Crostaceo si abbina bene perché ha una forte tendenza dolce che si sposa con la sapidità. Misto fritto piemontese. (testo riadattato dal commento del Somm. Luca Radicchi)

Langhe DOC Nascetta Mrs.Orange 2016 (vinificata in Orange)

Langhe DOC Nascetta Mrs.Oragne Mèttola

Vendemmia a perfetta maturazione con qualche grappolo lasciato passire da aggiungere successivamente. Le uve vengono deraspate, ma lasciate le bucce con rimontaggio. Da 1 a 2 settimane a contatto con la buccia. Il mosto viene poi sottoposto a micro-ossidazione controllata. Temperatura controllata. 2013 lieviti selezionati, 2016 lieviti selvatici. 4000 ceppi/ha. E’ un vino bianco vinificato in rosso. Colore meraviglioso, non è cristallino ma brillante, giallo dorato, è snello e non è consistente come un passito, comunque ha una certa consistenza. Intensità olfattiva aumentata. Note di acacia più mature, sentori di banana (post malolattica nello chardonnay che qui non c’è). La frutta è cambiata, adesso è la scorza della buccia d’arancia. Burro. Vegetale paglia-fieno. Sentori e note di burro, confettura di albicocca e nocciola. Balsamico è l’elicrisio (liquirizia selvatica). Tabacco biondo e un po’ di lievito. Leggera astringenza che denota la presenza di tannino. Vitello tonnato. Una bella nota calorica ma ben sostenuta. Non cala di nulla la nota di acidità. Probabilmente l’annata ha influenzato la sapidità meno presente. Anche se è più morbido del precedente, non è ancora perfettamente equilibrato. Ha una bella intensità e guadagna in persistenza senza una vena amaricante come il vino precedente. (testo riadattato dal commento del Somm. Luca Radicchi)

Langhe DOC Nascetta Il Bosseto 2013 (vinificata in Orange)

Il colore si è intensificato, spunta leggermente l’ambrato. La brillantezza non è ceduta affatto. La consistenza è leggermente più importante. Il vino non è particolarmente intenso, ma ha note olfattive eteree (medicinali). Floreali giallo essiccato (ginestra), albicocca secca, scorza d’arancia candita, il burro del vino precedente è diventato nocciola tostata. Fino, elegante, e piacevole. Pungenza eterea. Tornata la sapidità del primo. Tannino vellutato, elegante che non dà note contrastanti. La freschezza lascia spazio alla sapidità. (testo riadattato dal commento del Somm. Luca Radicchi)

Langhe DOC Rosso Sensory Mèttola 2015

Nebbiolo 35%, Dolcetto 65%, 14.5% di alcool. E’ un connubio interessante, il nebbiolo paga un po’ sul fruttato, mentre il dolcetto è l’opposto, va bene nel fruttato e pecca di struttura ed alcool. 2 vitigni a bassa resa con vinificazione separata. Si prende il dolcetto più fruttato e viene miscelato con il nebbiolo più strutturato e lasciato riposare in bottiglia per almeno 1.5 anni. Il colore è quello del dolcetto rosso rubino con ricordi porpora. Discreta intensità olfattiva. Vino che richiede tempo per aprirsi e respirare. Floreale e fruttato. Note di pepe e altre note tostate. Tannino presente è stato ammorbidito dal dolcetto, fresco ma l’acidità è tenuta a bada ma esalta e piacevolizza il tannino. La sapidità è presente. Il vino non è ancora in equilibrio, non è ancora maturo. (testo riadattato dal commento del Somm. Luca Radicchi)

Moscato Spumante Mr.Fred Mèttola ( Metodo Martinotti lungo )

Il moscato è un vitigno interessante, produce bene ovunque. Il moscato lavora bene tra 3.5 – 7.5% di alcool, oltre comincia sempre di più a manifestare note amare. Infatti lo zucchero copre l’amaro del moscato. Giallo verdolino, vendemmiato un po’ con momenti olfattivi particolarissimi. Manca la rosa che è sostituita dalla mimosa, l’agrume è il cedro. L’erbaceo è il timo al limone. La dolcezza è abboccata, molto più bassa dello stucchevole della gran parte dei moscati odierni. La sapidità si riesce a sentire perché non è coperta da una acidità artificiale aggiunta da ac. Citrico. Persistenza abbastanza lunga con aroma di cedro maturo. Abbinato con pandoro artigianale o con la torta di nocciole. (testo riadattato dal commento del Somm. Luca Radicchi)

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