La nuova Cirò Classico DOCG: la prima DOCG della Calabria

Stiamo per assistere ad un passo importante per la regione Calabria nel mondo della storia delle denominazioni: la nascita della sua prima denominazione DOCG. E’ infatti quasi imminente la conclusione di un lungo percorso, che dal 2019 ha voluto elevare l’attuale Cirò DOC Rosso Riserva nella prossima Cirò Classico DOCG. Il 16 Dicembre 2023, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il disciplinare della nuova denominazione. Ultimo passo sarà quello dell’Unione Eurpea che renderà ufficiale tale cambiamento.

Cirò Classico DOCG la nuova denominazione calabria

Il Cirò Classico DOCG

Il nuovo vino sotto la denominazione Cirò Classico DOCG dovrà rispettare alcuni requisiti ritenuti fondamentali per garantire una più elevata qualità e territorialità. Per prima cosa dovrà essere Classico, cioè dovrà essere prodotto nei comuni di Cirò e Cirò Marina, considerata appunto, la zona classica della coltivazione della vite, che vanta la più antica presenza della vite nella regione. Si tratta quindi, di un territorio distribuito sulla fasca litorale ionica (15Km) e nel suo rispettivo entroterra collinare (fino a 10km all’interno), ai pendici della Sila, in provincia di Crotone.

Stiamo parlando di un territorio di 9000 ettari di cui 2500 attualmente destinati alla Cirò DOC, in cui le potenzialità di questo vino sono ancora tutte da esprimere. Infatti al momento attuale si prevede una limitata produzione di 100000 bottiglie su 400 ettari. Ma tale numero sarà destinato a crescere.

gaglioppo vigne

Per quanto riguarda l’uvaggio, il Cirò Classico DOCG dovrà avere un minimo del 90% di uve Gaglioppo, il vitigno più rappresentativo della zona e già protagonista dell’attuale Cirò DOC Rosso. Per il restante, ed eventuale, 10% potranno concorrere, da sole o congiuntamente le uve a bacca rossa  provenienti dalle varieta’ Magliocco e Greco Nero La resa in vigna sarà abbassata ad un limite di 80 q.li/ha. Anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovra’ essere riportata a detto limite, purche’ la produzione non superi il 20%. La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%. Qualora la resa uva/vino superi il limite sopra riportato, ma non oltre il 75%.

Inoltre il nuovo disciplinare include delle limitazioni anche sulla densità di impianto che dovrà essere di almeno 4.000 ceppi/ettaro per i nuovi impianti e reimpianti successivi all’entrata in vigore del disciplinare. Mentre per il sistema di allevamento saranno ammessi: alberello o spalliera con potatura a cordone speronato. Sarà’ vietata qualsiasi pratica di forzatura, ma sarà consentita la pratica dell’irrigazione di soccorso.

Per quanto riguarda l’affinamento, i vini Cirò Classico DOCG dovranno subire un affinamento di almeno 36 mesi, di cui almeno 6 di questi in legno. Il periodo di invecchiamento dovrà essere calcolato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche il disciplinare riporta questa descrizione:

  • colore: rosso rubino con tendenza al granato con
  • l’invecchiamento;
  • odore: intenso e complesso con profumi di frutta rossa e note
  • speziate;
  • sapore: secco, di corpo, armonico, persistente;
  • titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,00%;
  • acidita’ totale minima: 4,5 g/l;
  • estratto non riduttore minimo: 27 g/l.

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