Il rilancio del vino del Lazio con il nuovo padiglione a Vinitaly 2024

E’ passata una settimana dal termine di Vinitaly 2024 e chiunque sia stato presente è rimasto sicuramente affascinato del nuovo padiglione del Lazio. Un nuovo inizio per un rilancio del vino del Lazio. Molti di più i produttori presenti con un maggior numero di stand, un’enoteca dedicata per la degustazione libera, spazi espositivi più grandi con mappe e schede grafiche descrittive. Per chi non fosse potuto venire, visitiamo insieme il nuovo padiglione del Lazio.

Lazio a Vinitaly 2024

La situazione attuale del Lazio nella produzione del vino

Nella zona centrale del padiglione è stata adibita anche una sala conferenze, dove si sono svolte masterclass e conferenze sull’andamento produttivo del Lazio. Vediamo insieme un riassunto dei valori riportati. Il Lazio si presenta con una scena vinicola che conta 18000 ettari di vigneti e 450 cantine. La produzione laziale si avvale di circa 1 milione di quintali di uva da vino che hanno prodotto 800.000 hl di vino, di cui il 75% si tratta di vini bianchi ed il 25% di vini rossi. Il Lazio quindi si dimostra una regione anche quest’anno di vino bianco.

Lazio - centro masterclass

Aggiungiamo altri numeri che sono stati riportati dalla Regione Lazio e dall’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio). La produzione del vino nel Lazio è stata interessanti con una media degli ultimi 3 anni di 230 milioni di euro. Nel 2021 l’export del vino laziale ha fatto segnare una crescita del 20.4% rispetto al 2020, e nel 2022 si è avuto un ulteriore incremento del 5%. Risulta anche un incremento nella qualità produttiva, con un incremento delle aziende produttrici di vino che coprono l’intera filiera di produzione, quindi dal vigneto all’imbottigliamento. Questo in gran parte è dovuto all’abbassamento della media dell’età dei giovani imprenditori agricoli, di cui molte donne. Una nuova generazione che sta ridefinendo il volto del quadro produttivo laziale.

Il Lazio, terra di autoctoni e di ricchezza ampelografica

Un altro punto coperto in questa nuova edizione regionale di Vinitaly e riguardante esclusivamente il Lazio è l’evidenza di una riscoperta ampelografica della regione, con una focalizzazione sulle numerose varietà di vitigni presenti in regione, di cui molti considerati autoctoni. Si contano ben 94 varietà di uve che vanno a stabilire il quadro ampelografico laziale, con:

  • 49 varietà a bacca bianca
  • 42 varietà a bacca nera
  • 2 varietà a bacca rosa
  • 1 varietà a bacca grigia
Lazio - enoteca sommelier

Di questa ricchezza di varietà vi sono ben 37 varietà autoctone. A dominare la scena con ben 2300 ettari sono però 8 varietà principali autoctone che hanno trovato particolare interesse già da anni e a cui i produttori laziali hanno dedicato spazio con impianti ad esso dedicati:

  1. Malvasia del Lazio
  2. Bellone
  3. Cesanese di Affile
  4. Cesanese comune
  5. Trebbiano giallo
  6. Grechetto bianco
  7. Grechetto rosso
  8. Trebbiano verde

Vi sono poi altre 29 varietà che occupano 700 ettari, tra questi vi sono realtà autoctone locali già avviate da tempo ma limitate in produzione, altre realtà he esprimono sia l’aspetto di ricerca di nuove soluzioni enologiche con sperimentazioni di vitigni di altre regioni o di recupero di specie dimenticate:

  • Abbuoto
  • Reale bianca
  • Raspato nero
  • Verdello
  • Uva giulia
  • Rosciola
  • Piedirosso
  • Pecorino
  • Passerina
  • Pampanaro
  • Olivella nera
  • Nero buono
  • Moscato di Terracina
  • Maturano nero
  • Maturano
  • Maiolica
  • Lecinaro
  • Guarnaccia
  • Greco nero
  • Greco bianco
  • Greco
  • Forastera
  • Cesenese nero
  • Capolongo
  • Canaiolo nero
  • Bombino nero
  • Bombino bianco
  • Biancolella
  • Aleatico
Lazio-i-vini-a-vinitaly

Le tipologie di vino e le denominazioni del Lazio

Ma la grande ricchezza e varietà del vino regionale non si manifesta solo con il numero di varietà di vitigni presenti, ma anche con le tante tipologie di vino da essi ottenuti e dalle denominazioni che in qualche modo cercano di valorizzarle, definendo un collegamento tra queste tipologie ed il territorio di origine. Al momento attuale il quadro delle denominazioni della regione Lazio è di 36 denominazioni di cui:

  • 3 DOCG (denominazioni di origine controllata e garantita)
  • 27 DOC (denominazioni di origine controllata)
  • 6 IGT (indicazioni geografiche tipiche)

Se sei interessati ad un approfondimento al riguardo visita la pagina delle Denominazioni del Lazio.

Anche per quanto riguarda la Spumantizzazione la situazione è in crescita, con ben 180 aziende che praticano l’arte della spumantizzazione in gran parte con metodo Charmat, ma anche il numero di Spumanti Metodo Classico sta crescendo.

Infatti nel 2009 le aziente che producevano Spumanti erano solo 72 contro le 180 attuale, un incremento del 250% in poco più di 10 anni. Un ottimo risultato, se si pensa anche a livello di numeri. Nel Lazio si producono 2 milioni di bottiglie di Spumante all’anno con un valore generato di 20 milioni di euro con 200 etichette. Un buon volume di affari. Per chi ama i numeri possiamo anche analizzare le percentuali di tale produzione a livello provinciale, che vede in testa il capuologo con quasi la metà della produzione attuale.

  • 47% Roma
  • 21% Viterbo
  • 18% Latina
  • 13% Frosinone
  • 1% Rieti

Per quanto riguarda le varietà di uve sottoposte a spumantizzazione troviamo una buona distribuzione tra le varietà più diffuse nel Lazio: Bellone, Maturano, Trebbiano, Moscato di Terracina, Malvasia del Lazio, Passerina, Cesanese Comune e di Affile, Nero Buono e Aleatico.

Lazio - degustazione

Ultimo obiettivo da raggiungere: l’enoturismo

Il Lazio ha una grande vocazione non solo al vino, ma anche al turismo. Grandissime sono le potenzialità turistiche, basti pensare ai tesori archeologici non solo dell’antica Roma, ma anche a quelli etruschi che attirano ogni anno milioni di turisti. Ci si aspetta quindi negli anni a venire anche un incremento dell’enoturismo, pratica ormai molto diffusa nelle altre regioni italiane e che qui deve ancora fare passi da gigante. Infatti l’enoturismo non è più un turismo di nicchia, ma è una pratica ben diffusa ed apprezzata anche da molti stranieri che trovano nel vino le tradizioni locali e lo possono abbinare alla gastronomia locale ricchissima anch’essa di ricette regionali.

Gli obiettivi al riguardo più immediati suggeriti sono stati riassunti in tre semplici righe:

  • Promozione delle produzioni enologiche e olivicole regionali
  • Formazione e riqualificazione degli operatori del settore
  • Creazione di itinerari ad hoc

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