La praticità del Bag in Box: perché è un contenitore perfetto per il vino
Gli amanti del vino e gli appassionati di enogastronomia sanno bene quanto sia importante conservare questa bevanda nel modo giusto, così da proteggerne profumi e sapori. Per lungo tempo, la bottiglia di vetro è stata l’unica scelta, soprattutto per la sua immagine di tradizione. Negli ultimi decenni, però, ha iniziato a farsi largo un nuovo formato, molto pratico e conveniente: il Bag in Box. Ideato negli Stati Uniti intorno agli anni ’50, questo sistema prevede una sacca in materiale plastico poliaccoppiato con un rubinetto speciale, avvolta in una scatola di cartone. Questo contenitore ha rivelato una serie di vantaggi che conquistano sempre più estimatori.

Le caratteristiche e i vantaggi del Bag in Box
Il segreto che rende il Bag in Box così funzionale è costituito da vari fattori, a partire dal suo rubinetto, progettato per lasciare uscire il vino senza consentire all’aria di entrare. Man mano che la sacca si svuota, al suo interno non si formano bolle di ossigeno e questo rallenta sensibilmente il processo di ossidazione.
Ne consegue che il vino, una volta aperto, mantiene le sue note aromatiche più a lungo rispetto a quanto avviene con una bottiglia tradizionale. Per chi beve un calice ogni tanto, è una piccola rivoluzione. Un altro punto a favore è rappresentato dalla scatola che avvolge e protegge la sacca dagli urti e dalla luce diretta.
Sul piano della logistica, questo contenitore risulta comodo da trasportare e da impilare, perché è più leggero rispetto alle bottiglie di vetro e meno soggetto a danni. Inoltre, il cartone è facilmente riciclabile e tutto il contenitore è più maneggevole di numerosi contenitori in vetro. Da non trascurare poi l’aspetto economico: il prezzo al litro del vino venduto in Bag in Box tende ad essere inferiore, perché i produttori e i distributori risparmiano sugli imballaggi più pesanti e ingombranti.
La scelta dei vitigni
Molti si chiedono se il Bag in Box sia adatto a ogni tipo di vino. Alcune cantine lo usano per proposte di fascia media o su prodotti di ottima qualità, visto che questa tecnologia di confezionamento può valorizzare anche etichette di un certo pregio. Un esempio è costituito dal vino Sangiovese in Bag in Box, che unisce un vitigno di grande fama a un formato decisamente funzionale. Il Sangiovese, diffuso in diverse regioni italiane, vanta sentori intensi e una struttura capace di offrire esperienze gradevoli a chi preferisce i rossi vivaci.

In una confezione Bag in Box, il Sangiovese si conserva a lungo una volta aperto: chi desidera berne un po’ al giorno trova la comodità di un rubinetto che si apre e si chiude rapidamente. Questo elemento fa sì che il gusto e i profumi si mantengano intatti, con la possibilità di regalarsi un momento di piacere con un rosso ben definito nel carattere.
L’uso quotidiano del vino in Bag in Box
Inserire un prodotto in Bag in Box in casa vuol dire semplificare la gestione del vino su diversi fronti. Ci si può dimenticare del dover sollevare più bottiglie o di ritrovarsi con vari contenitori mezzi vuoti che rischiano di far alterare la bevanda. Con un unico contenitore da 3 o da 5 litri, si ha a disposizione una scorta di vino immediatamente fruibile. I formati più grandi trovano invece largo impiego nella ristorazione, nei bar o nelle enoteche.
Si può aprire in pochi secondi il rubinetto del Bag in Box per riempire un calice, eliminando la paura di far entrare troppa aria nel contenitore e scongiurando l’idea che, una volta aperto, si debba bere tutto in poco tempo. Questo formato rende sicuramente più semplice la convivialità: in una cena organizzata all’improvviso o in un pranzo in famiglia, ognuno può servirsi con facilità.

