Le Pievi, le nuove sottozone del Nobile di Montepulciano dal 2024

Con l’arrivo del 2024, presto troveremo sulle etichette del Vino Nobile di Montepulciano le nuove diciture Pieve che caratterizzeranno le nuove sottozone introdotte con il disciplinare. Vediamo di scoprire insieme queste sottozone.

Le 12 Pievi del Vino Nobile del Montepulciano

A seguito dello studio di zonazione delle regioni vitivinicole più importanti che ormai si persegue da molti anni, anche nel Nobile di Montepulciano DOCG, vino di antichissima tradizione, potrà esporre dal 2024 in etichetta le nuove sottozone che sono state definite con il termine “Pieve“. Gli studi hanno quindi portato alla delimitazione di nuove 12 sottozone, definito nel Disciplinare di Produzione UGA (Unità grafica aggiuntiva) che è stato approvato in Agosto 2023. La prima annata che dovremmo trovare in commercio con questa nuova dicitura sull’etichetta sarà la 2021, che apparirà molto probabilmente sui banchi di acquisto già agli inizi del 2025.

Le 12 Pievi del Vino Nobile di Montepulciano

  • BADIA
  • ASCIANELLO
  • CAGGIOLE
  • LE GRAZIE
  • SAN BIAGIO
  • VALARDEGNA
  • SANT’ALBINO
  • ARGIANO
  • CERVOGNANO
  • CERLIANA
  • GRACCIANO
  • VALIANO
Le 12 Pievi del Vino Nobile del Montepulciano

Ma perchè il termine “Pieve”?

Durante la fase di studio, che non solo si è basata sull’analisi delle caratteristiche geologiche dei vari territori appartenenti alla denominazione, ma anche su uno studio della documentazione storica inerente, si è scoperto che nell’Ottocento era stata già elaborata una zonazione del territorio di viticoltura suddividendo i diversi territori in “Pievi”. Si è quindi voluto riprendere questo termine per indicare le nuove sottozone. In questo modo, il Consorzio ha voluto riprendere una lunghissima tradizione di zonazione che si è evoluta nel tempo e pare risalga persino al periodo longobardo.

Le caratteristiche del nuovo Vino Nobile di Montepulciano

Con l’introduzione della sottozona, avremo una maggiore attenzione al Terroir, e con la possibilità di discriminare già in etichetta il territorio di provenienza con le sue caratteristiche peculiari. La resa massima sarò di 70q/h, con un limite inferiore di uso di uve Sangiovese fissato all’85%. Anche i vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare dovranno essere prodotte dalla stessa azienda e provenienti da viti con almeno 15 anni. Il nuovo vino subirà anche una lunga maturazione che si estenderà su un arco di circa 2-3 anni, con il limite minimo di affinamento di 12 mesi in legno e 12 mesi in bottiglia.

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