Vino Rosso Sardegna a Vinitaly 2023, un viaggio tra le diverse espressioni della regione

La Sardegna ha una lunga tradizione nella produzione di vini rossi, una pratica che ha radici lontane nell’antichità e che ha trovato un perfetto habitat nel clima e nelle condizioni del terreno isolano. La terra sarda offre un’ampia varietà di vini, ma quelli rossi sono i più distintivi e rappresentativi.

Il Vino Rosso sardo e le sue sfaccettature attraverso i vitigni della Sardegna

Il vino rosso sardo è stato da sempre un simbolo della cultura dell’isola, un prodotto che ha saputo conquistare il palato degli appassionati del buon vino grazie alla sua decisa personalità e alla sua capacità di esprimere in modo autentico il territorio e la sua tradizione. Infatti, la produzione di vini rossi in Sardegna ha una storia antica e molto radicata, una tradizione trasmessa di generazione in generazione e considerata un vero e proprio patrimonio.

Tra le principali uve autoctone utilizzate per il vino rosso in Sardegna, troviamo il Cannonau, il Bovale, il Monica, il Cagnulari e il Carignano. Ciascuna di queste varietà di vitigni è caratterizzata da specifiche proprietà organolettiche che conferiscono al vino una personalità unica e inconfondibile. Il Cannonau è senza dubbio uno dei vitigni più apprezzati in Sardegna, ma anche in Italia e nel resto del mondo. Caratterizzato da grandi virtù sia sul terreno che in bottiglia, questo vino rosso è molto amato per la sua personalità corposa e rotonda. Tra alcune tipologie che ho avuto modo di degustare alla edizione Vinitaly 2023 vi è il Cannonau di Sardegna DOC Gemmanera della cantina Chessa.

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Cannonau di Sardegna DOC Gemmanera Chessa

Con il termine Bovale, invece, ci vogliamo riferire a ben due vitigni diversi, tra cui spesso vi è confusione. Il Bovale chiamato anche Bovaleddu è un vitigno autoctono che si presenta con una spiccata acidità e una gradazione alcolica elevata, perfetto per vini invecchiati in bottiglia, mentre il Bovale Grande o Bovale Spagnolo, è ricco di zuccheri, acidi e polifenoli, il che le rende adattùo alla produzione di vini strutturati, corposi e saporiti, con sentori di frutti di bosco e spezie. Un vino ottenuto con quest’ultima varietà, presentato a Vinitaly è il Isole dei Nuraghi IGT Memorie di Vite BVL della cantina Quartomoro.

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Isola dei Nuraghi IGT - Memorie di Vite BVL Quartomoro

Il Monica è noto per la sua morbidezza e dolcezza, che lo rendono una scelta preferita dai palati più raffinati. Infatti i vini prodotti con questo vitigno presentano generalmente un sapore morbido e armonioso, con sentori di frutti di bosco e spezie. Grazie alla sua acidità media e al contenuto tannico moderato, il Monica è ideale per la produzione di vini rossi corposi ma non eccessivamente tannici, caratterizzati da una buona freschezza. Questo vitigno richiede una gestione attenta in vigna per ottenere una maturazione equilibrata e una buona concentrazione di aromi e sapori.

Tra i vini che mi è capitato di degustare a Vinitaly 2023, un ottimo rappresentante di questo spettacolare vitigno è il Monica di Sardegna DOC Murro de I garagisti di Sorgono.

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Monica di Sardegna DOC - Murru I Garagisti di Sorgono

Il Cagnulari è forse fra tutti questi il meno noto, anche se ha caratteristiche tali da avvicinarsi ai grandi vitigni internazionali. Infatti può ricordare il Cabernet Sauvignon nel profilo dei suoi tannini e nella sua capacità di invecchiare, ma con l’aromaticità e la freschezza del Pinot Noir. I vini prodotti con uve Cagnulari sono di colore rosso rubino intenso con riflessi granati e hanno una complessità aromatica che ricorda frutti di bosco, spezie e legni di origine mediterranea. Sono vini dal sapore fruttato, con tannini morbidi e un’elevata acidità, che li rende particolarmente indicati per l’abbinamento con i piatti della cucina sarda a base di carne e formaggi.

Un vino che presenta perfettamente le caratteristiche del Cagnulari presentato a Vinitaly 2023 è quello della cantina Chessa, con il suo Isola dei Nuraghi IGT Cagnulari.

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Isola dei Nuraghi IGT - Cagnulari Chessa

Il Carignano è un vitigno a bacca nera di origine spagnola, coltivato principalmente in Sardegna dove è diffuso soprattutto nella zona del Sulcis. È un vitigno robusto e resistente, adatto a terreni aridi e caldi, in cui riesce a svilupparsi bene senza bisogno di particolari cure. Produce vini intensi, corposi e tannici, con note di frutta rossa, prugna e spezie. Questi vini sono spesso utilizzati per l’invecchiamento in bottiglia, dove sviluppano note più complesse e un bouquet unico.

Una storia fatta di passione e di duro lavoro

Tuttavia, la produzione di vini rossi sardi si basa anche su una forte passione e amore dei viticoltori per la coltivazione della vite. Questa passione si radica in una tradizione che risale a migliaia di anni, un’amore per la viticoltura che richiede molta fatica e dedizione. Ciò nonostante, i viticoltori sardi non risparmiano fatiche per coltivare la vite in piccoli appezzamenti di terreno, sempre attenti alla qualità delle uve e alla produzione di un vino di alto livello.

Frutto di questa passione è certamente il vino Mandrolisai DOC Uras de I Garagisti di Sorgono, in cui il Muristellu, altro vitigno autoctono sardo, si miscela perfettamente con il Cannonau ed il Monica per ottenere risultati di qualità eccezionale.

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Mandrolisai DOC Uras I Garagisti di Sorgono

Nonostante l’amore dei viticoltori per la coltivazione della vite, la Sardegna è una terra difficile per la coltivazione dei vigneti, a causa di un territorio complesso da governare, fatto di colline e di terreni aridi e desertici in alcune zone, su cui la vite incontra grandi difficoltà. Queste difficoltà rappresentano una sfida costante per la produzione dei vini sardi, ma al contempo, sono anche la forza che fa di questi vini risultati di una competenza e di una dedizione alla produzione vitivinicola di grande pregio.

Il Vino Rosso e lo spirito sardo

In sintesi, il vino rosso in Sardegna rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale, un simbolo dell’indigenza e del sogno della Sardegna enologica. La passione, la dedizione e l’amore dei viticoltori per la coltivazione della vite, nonostante le difficoltà del territorio, sono elementi fondamentali per la produzione di questi luoghi deliziosi e tipici della nostra penisola. Una bontà tutta sarda che promette di regalarci emozioni uniche, fatto di gusti e profumi che difficilmente potranno lasciar indifferenti.

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