Maremma Toscana DOC – nuove modifiche apportate al disciplinare

Le modifiche al disciplinare per la Maremma Toscana DOC, richieste dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, sono state finalmente approvate, dopo un lungo processo che ha richiesto quasi quattro anni. Infatti è stato approvato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il nuovo decreto che apporterà delle modifiche al disciplinare già esistente. Tali modifiche, agevoleranno il passaggio dalla vecchia IGT alla DOC attuale (divenuta tale nel 2011), aiutando ad accrescere le occasioni commerciali dei vini prodotti sotto questa denominazione grazie all’incremento dell’aspetto qualitativo della produzione.

Maremma Toscana DOC

Le modifiche apportate al disciplinare Maremma Toscana DOC

Come ci ha spiegato il direttore del Consorzio, Luca Pollini : “le modifiche più rilevanti del disciplinare di produzione della DOC Maremma Toscana contenute nella proposta da noi presentata ormai quasi 4 anni fa riguardano, innanzitutto, la nuova formulazione della base ampelografica”. Sono infatti diverse le modifiche apportate al disciplinare, che vanno soprattutto a definire più dettagliatamente, ad ammodernare, e incrementare tutti gli aspetti dei vitigni utilizzati.

La prima modifica importante l’abbiamo per la tipologia Maremma Toscana DOC Rosso per cui vengono definiti esplicitamente i vitigni da utilizzare, da soli o congiuntamente, e per un minimo di 60%:

  • Sangiovese
  • Cabernet Sauvignon
  • Cabernet Franc
  • Merlot
  • Syrah
  • Ciliegiolo

L’altra modifica l’abbiamo invece per la tipologia Maremma Toscana DOC Bianco in cui oltre al Vermentino e al Trebbiano toscano, si potrà utilizzare anche il Viogner, da solo o congiuntamente alle altre due varietà, per almeno il 60%.

Altra importante modifica, è l’introduzione della menzione Riserva sia per la tipologia Bianco che Rosso. Il Bianco Riserva avrà un periodo di invecchiamento non inferiore ai 12 mesi, mentre il Rosso Riserva dovrà sottostare ad un invecchiamento obbligatorio di 2 anni di cui almeno 6 mesi con affinamento in legno.

Dal punto di vista qualitativo si è poi apportata una modifica alla densità e ai sistemi di allevamento. Si è infatti incrementata la densità in ceppi per ettaro e sono stati vietati sistemi di allevamento non idonei a produzioni di qualità come il tendone.

Ma le novità non finiscono qui. Per quanto riguarda le tipologie monovitigno, si sono lasciate invariate quelle di maggior successo come il Vermentino, ma sono stati inseriti anche vitigni come il Cabernet franc, il Petit Verdor ed il Pugnitello.

Inoltre, come primo caso per le denominazioni DOP toscane, si ha la possibilità di introdurre le tipologie bivarietali, con l’inserimento sull’etichetta dell’indicazione di due varietà utilizzate.

Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana DOC

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana DOC

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Oggi il Consorzio conta 279 aziende associate, di cui 91 aziende “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per un totale di quasi 6 milioni di bottiglie prodotte all’anno.

Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, sottolinea l’importanza strategica di questa modifica che “consentirà alla Denominazione di crescere e di ampliare il raggio d’azione presentandosi sui mercati con una proposta ancora più ampia e articolata che andrà a raggiungere nuove punte di qualità”. “Il percorso per l’approvazione ministeriale di questa modifica è quasi giunto al termine – ora bisognerà aspettare che decorrano i tempi tecnici dalla pubblicazione della modifica in Gazzetta Ufficiale – ed è stato un percorso lungo e delicato, ma grazie alla determinazione del Consorzio e alla sinergia delle istituzioni siamo riusciti ad arrivare a questo traguardo che apre nuove interessanti prospettive”.

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