Il cordone speronato: cos’è e come funziona
Il cordone speronato è uno dei sistemi di allevamento della vite più diffusi in Italia, in particolare nel Centro e Nord. Si basa su un cordone permanente disposto orizzontalmente lungo il filare, sul quale vengono lasciati speroni corti con 2–3 gemme. Questo sistema, definito a “potatura corta”, è particolarmente adatto ai vitigni con buona fertilità basale.
Il cordone speronato: cos’è e come funziona
Il cordone speronato è attualmente il sistema di allevamento più diffuso ed utilizzato nel centro Italia. Questa forma di allevamento infatti ben si adatta a due dei vitigni a bacca nera che maggiormente caratterizzano questo territorio: il Sangiovese ed il Montepulciano.
Esistono diverse tipologie di cordone speronato, tra cui le più diffuse sono il cordone unilaterale e il cordone doppio opposto.

I principali sistemi di allevamento della vite
Il tendone è solo uno dei sistemi utilizzati in viticoltura. Confrontalo con gli altri metodi più diffusi:
L’impianto a cordone speronato
Nella realizzazione di un impianto a cordone speronato occorre considerare due elementi fondamentali:
1. Densità di impianto
La densità di impianto è il numero di viti in un determinata area di terreno, spesso misurata in ceppi per ettaro. Questo numero è definito dalla distanza scelta tra le viti lungo lo stesso filare e la distanza tra i filari.
2. Altezza del cordone
Anche l‘altezza del cordone è un altro fondamentale fattore nella produzione di uve di qualità. I cordoni realizzati per ogni filare non dovrebbero mai superare il metro di altezza. Si potrebbe affermare che 70 cm di altezza sia quella ideale.
3. La distanze tra cordoni e tra filari
La distanza tra i diversi cordoni lungo lo stesso filare influenzerà la qualità dell’uva, mentre la distanza tra i filari, influenzerà la produzione. Infatti le viti sullo stesso filare, se vicine, avranno una zona di sovrapposizione tra le radici e quindi, entrando in competizione, saranno costrette a sviluppare un apparato radicale maggiore scendendo in profondità. Per quanto riguarda invece la distanza tra i filari, queste non potranno essere né troppo vicine, evitando così la formazione di zone d’ombra, né troppo lontane per evitare uno spreco di spazio produttivo.

Nel sistema a cordone speronato le viti vengono poste lungo i filari a distanze comprese tra 70 e 150 cm. Mentre la distanza tra i filari dovrebbe essere compresa tra 2.0 e 2.5 m, distanza che andrà valutata a seconda dell’orientamento del filare e dell’esposizione solare giornaliera. Nel regioni del Nord e Centro Italia è consigliabile un orientamento Est-Ovest dei filari.

Il sistema a cordone speronato si caratterizza per un’abbondante rimozione annua di materiale ligneo, con un notevole rinnovamento del materiale vivente della vite. Questo porta ad un miglioramento della qualità delle uve, anche se si ha una conseguente riduzione il numero dei grappoli ridotti.
I tagli del Cordone Speronato
La potatura si effettua durante i mesi invernali, cioè quel periodo che va da Gennaio a Marzo. Un impianto a cordone speronato permette di gestire la resa annua, cioè la quantità di uva prodotta (da 80 a 200 q/ha), diversificandola di anno in anno, a seconda del numero di speroni selezionati per il tralcio dell’anno in corso

Le fasi della potatura a cordone speronato
La potatura si effettua nei mesi invernali (gennaio-marzo) e segue un ciclo preciso:
- Nei primi anni si individua il tralcio più vigoroso e lo si fissa al filo portante per formare il cordone permanente.
- Ogni anno si lasciano piccoli speroni con 2 gemme ciascuno, dai quali nasceranno i tralci fruttiferi.
- L’anno successivo i tralci produttivi vengono eliminati, lasciando nuovamente speroni con 2 gemme.
- Il ciclo si ripete per tutta la vita della pianta, mantenendo il cordone permanente e rinnovando la parte produttiva.
Vantaggi e svantaggi del Cordone Speronato
La coltivazione a cordone speronato permette di ottenere numerosi vantaggi ma possiede anhe qualche svantaggio.
I vantaggi
Data la natura assai compatta delle viti nel sistema a cordone speronato che non permette lo sviluppo della pianta fuori da una ristretta area, l’impianto che si basa su questo sistema di allevamento si presta alla meccanizzazione. In particolare alla pre-potatura meccanica che permette l’eliminazione grossolana dei tralci inutili facilitando così l’intervento successivo dell’operaio potatore.
Non è necessario legare i filari ogni anno come invece succede in altri sistemi di allevamento come il Guyot ed il Sylvoz. Infatti, grazie alle caratteristiche di compattezza, il cordone speronato, permette di evitare la legatura dei cordoni alla vite.

L’impianto basato sul sistema a cordone speronato permette una coltivazione più fitta e quindi, di conseguenza, la possibilità di elevare notevolmente il livello della produzione, abbassando anche le rese per vite, ma incrementandone il numero per ettaro.
Il cordone speronato, grazie alla rimozione di gran parte della sua massa lignea durante la potatura, riduce la necessità di diradamenti durante lo sviluppo della vite (vendemmie verdi).
Gli svantaggi
Il cordone speronato non si adatta per varietà di vitigno a bassa produttività, divenendo controproducente per la produzione. Inoltre, come già menzionato sopra, si può usare solo con varietà che abbiano una buona fertilità basale.
Il cordone speronato non è adatto per climi freddi e/o umidi. Le varietà di vitigni più sensibili a malattie e a marciume non sono adatte a questo sistema di allevamento, come per esempio, quelle varietà a grappolo compatto che sono facilmente suscettibili di essere colpite da malattie della vite come la Botrite o il marciume acido
Quando usare il cordone speronato e quali vitigni utilizzare?
La scelta di un sistema di allevamento piuttosto che un altro non si basa mai sul gusto perdonale del viticoltore, ma da una serie di fattori che tengono conto sia le particolari condizioni climatiche in cui si andrà a trovare il vigneto, i fattori geografici e soprattutto la varietà di vitigno che andrà a coltivare.

Quando usare il cordone speronato
La scelta del sistema di allevamento non dipende dal gusto personale del viticoltore, ma da fattori agronomici precisi: clima, esposizione, vigoria del vitigno e, soprattutto, fertilità delle gemme.
Infatti la scelta del vitigno è fondamentale per stabilire quale sia il sistema di allevamento più idoneo (a parità di condizioni climatiche). Ciascun sistema di allevamento si differenzia principalmente per le metodologie di potatura da applicare alla vite. Come sappiamo, la potatura della vite, così come la maggior parte delle piante da frutto, ha l’obiettivo di migliorarne la produzione sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo, assicurando, nello stesso tempo, alla pianta il corretto equilibrio vegetativo. Ma a seconda della varietà di vitigno avremo un diverso comportamento nello sviluppo della pianta, con una diversa locazione per quanto riguarda:
- i capi a legno, cioè quelli che indicano tralci che non producono frutti
- i capi a frutto, cioè quelli che producono i grappoli d’uva.
Quindi a seconda di come un particolare vitigno svilupperà i capi a legno, o i capi a frutto, nello sviluppo della vite, sarà più efficiente applicare un particolare sistema di allevamento che favorirà lo sviluppo dei capi a frutto in maniera controllata, in modo da stabilirne esattamente la posizione sull’impianto e favorendone lo sviluppo dei grappoli tenendo conto delle particolari condizioni climatiche del territorio.
Nel cordone speronato si applica una potatura corta, lasciando sul cordone permanente speroni con 2–3 gemme. Per questo motivo il sistema è adatto solo a vitigni che presentano buona fertilità basale, cioè che producono grappoli già dalle gemme più vicine alla base del tralcio.

Fertilità basale: cosa significa?
Con fertilità basale si intende la capacità delle prime gemme del tralcio (quelle più vicine all’inserzione) di sviluppare infiorescenze produttive.
- Se le gemme basali sono fertili → il cordone speronato è adatto.
- Se le gemme basali non sono fertili → il sistema risulta inefficiente.
(qui inserisci la figura che già hai)
L’immagine mostra chiaramente la differenza tra:
- vitigno con buona fertilità basale
- vitigno con scarsa fertilità basale
Nel secondo caso, applicare una potatura corta porterebbe a una produzione ridotta o nulla.
Vitigni adatti al cordone speronato
Sono indicati vitigni con fertilità basale elevata, tra cui:
- Sangiovese
- Montepulciano
- Aglianico
- Cabernet Sauvignon
- Merlot
- Pinot nero
- Riesling (renano)
- Moscato bianco
- Negroamaro
- Pignolo
- Primitivo
La diffusione del cordone speronato nel Centro Italia è strettamente legata alla presenza di Sangiovese e Montepulciano, entrambi ben adattati a questo sistema.
Per approfondire le caratteristiche degli specifici vitigni riconosciuti in Italia, puoi consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero delle Politiche Agricole, che contiene schede tecniche ufficiali per ogni varietà.
Vitigni meno adatti
Non è invece consigliato per varietà con scarsa fertilità basale, come:
- Cabernet Franc
- Cannonau
- Corvina
- Garganega
- Prosecco
- Lambruschi
- Rondinella
- Verdicchio
- Trebbiani
- Sauvignon
In questi casi è generalmente preferibile una potatura lunga, come nel sistema Guyot, che consente di sfruttare gemme più distanti dalla base del tralcio.
* Ringraziamenti: ringraziamo Massimo Bozzalla C. ( docente di Viticoltura in Istituto Tecnico Agrario) per alcune informazioni correttive che ci permettono di fornirvi materiale sempre più valido ed informativo.

