Potatura Guyot: guida pratica con schema e spiegazione passo passo
La potatura Guyot è uno dei sistemi di allevamento della vite più utilizzati in viticoltura. Si basa su un capo a frutto e uno sperone e permette una produzione equilibrata e di qualità. In questa guida vediamo come funziona, come si effettua la potatura e quali sono vantaggi e svantaggi.
Cos’è la vite allevata a Guyot?
La vite allevata a Guyot è una pianta impostata con un capo a frutto rinnovato ogni anno e uno sperone di rinnovo. Questo sistema consente di controllare la produzione e migliorare la qualità dell’uva.
Come si pota la vite a Guyot (in breve)
1️⃣ Si elimina il capo a frutto dell’anno precedente
2️⃣ Si sceglie il tralcio più vigoroso dallo sperone
3️⃣ Si lascia 6–12 gemme
4️⃣ Si rinnova lo sperone con 2–3 gemme

I principali sistemi di allevamento della vite
Confronta il Guyot con gli altri sistemi più diffusi:
Il sistema di allevamento a Guyot
Il Guyot è una forma di allevamento della vite a ridotta espansione, inventato in Francia verso la metà dell’800 dal francese Jules Guyot, che per primo la mise a punto. In realtà, si ipotizza che una versione guyot ante litteram molto simile fosse già nota ed in uso presso gli antichi Romani, tanto da far chiamare questo sistema anche “alla latina”.
Il Guyot è un sistema di allevamento ideale per terreni siccitosi e poco fertili, poiché si è strutturato in modo da permettere un perfetto sfruttamento delle risorse del terreno da parte della vite. La pianta con questo sistema rimane di piccole dimensioni con un fusto che può variare dai 50 ai 100 cm a seconda delle condizioni pedologiche e climatiche del territorio in cui si trova il vigneto. Infatti più quest’ultime saranno favorevoli, più si potrà incrementare l’altezza del fusto ed incrementando così la dimensione della vite.

Il Guyot inoltre comporta uno sviluppo moderato e ben controllato della vite, con una conseguente resa non abbondante nella produzione. Questo permette di conferire alle uva una migliore qualità, concentrando quanto il terreno sia in grado di fornire all’interno di ogni grappolo. La sua particolare tecnica di potatura si concentra sullo sfruttamento ottimizzato delle gemme intermedie ed è quindi adatto particolarmente per vitigni che producono maggior frutti da queste gemme.
Il Guyot è un sistema di allevamento che si presta bene a qualsiasi livello di pendenza e quindi è adatto sia per terreni in collina che in pianura. La semplicità della struttura portante e lo sviluppo in verticale della vite rendono il Guyot di facile meccanizzazione, sia per quanto riguarda gli interventi in verde che per la vendemmia. La potatura rimane però complessa e deve essere quindi eseguita manualmente.
Come funziona la potatura Guyot
La vite a Guyot si presenta quindi con un tronco verticale tra i 50-100 cm da cui parte un ramo corto di due anni di età che porta a sua volta un tralcio di 6-12 gemme, chiamato capo a frutto, legato orizzontalmente ad un filo ed uno o due speroni sui quali sono presenti 1-3 gemme ciascuno.

Dal capo a frutto si svilupperanno i tralci da cui si otterranno i grappoli per la produzione annuale, mentre lo sperone avrà lo scopo di generare i tralci da utilizzare per l’anno seguente, da cui si ricaveranno un nuovo capo a frutto ed un nuovo sperone).

Alla fine dell’anno di produzione e prima della ripresa vegetativa della vite, si passa alla potatura. Il sistema di allevamento a Guyot è caratterizzato da tutte e tre le diverse tipologie di taglio previste dalla potatura di produzione.
- Taglio del passato. Si rimuoverà il capo a frutto eccetto il primo tralcio, quello più vicino al ceppo.
- Taglio del presente. Di tutti i tralci sviluppati dallo sperone, si seleziona quello più vigoroso, andando ad eliminare tutti gli altri laterali e più deboli. Il tralcio selezionato dovrà essere spuntato in modo da lasciare solo 6-12 gemme e poi legato al primo filo del filare d’impianto. Questo diventerà il capo a frutto nell’anno seguente.
- Taglio del futuro. Il tralcio lasciato dal capo a frutto, dovrà essere spuntato lasciando su di esso solo 2-3 gemme. Questo diventerà lo sperone nell’anno seguente.

Alla fine della potatura avremo la vite disposta in senso opposto a quella dell’anno precedente.

Errori comuni nella potatura Guyot
- Lasciare troppe gemme
- Non rinnovare correttamente lo sperone
- Curvare troppo il capo a frutto
- Non rispettare l’equilibrio vegeto-produttivo
L’Impianto dei Filari
Per quanto riguarda l’impianto dei filari, si utilizzano dei pali robusti di 180-200 cm, infilati nel terreno ad una distanza di circa 8-10 metri l’uno dall’altro, ed allineati per formare dei filari distanti tra 1.5-2.5 metri.

La distanza tra i filari delle viti dovrebbe essere studiata a seconda dell’altezza a cui vogliono far raggiungere le viti. Infatti si dovrà evitare che le viti si ombreggino a vicenda, e quindi più alte saranno le viti, maggiore dovrà essere la distanza tra i filari.

Tra i pali dell’impianto vengono stesi tre fili che fungeranno da sostegno per lo sviluppo vegetativo della vite. Mentre il più basso posto tra i 50 ed 100 cm dal terreno viene utilizzato per legarci il capo a frutto della vite, i due più in alto ( a 50 e a 100 cm dal primo filo) serviranno per legarvi i tralci che svilupperanno durante l’anno.
Distanza tra le viti
La distanza tra le viti dipende anch’essa dalla densità in ceppi che si vuol far raggiungere al vigneto. Inoltre questa comporterà anche la scelta di un numero minore o maggiore di gemme sul tralcio capo a frutto.

Esistono due modi per piantare le viti nel sistema di allevamento a Guyot. Uno con i ceppi delle viti tutti equidistanziati ed uno chiamato “gobba a gobba”. Con questo sistema, due ceppi vengono piantati praticamente adiacenti, ed i tralci capo a frutto verranno fatti crescere in direzioni opposte.

Vantaggi e svantaggi del sistema Guyot
Vantaggi
- Sviluppo regolare della pianta, con migliore distribuzione dei germogli nello spazio disponibile.
- Maggiore esposizione delle foglie alla luce solare, con incremento dell’attività fotosintetica e migliore lignificazione dei tralci.
- Migliore aerazione della vegetazione e dei grappoli, con minori problematiche fitosanitarie.
- Possibile riduzione dei costi colturali grazie alla struttura semplice e alla meccanizzabilità.
Svantaggi
- All’aumentare della lunghezza del capo a frutto, la crescita dei germogli può diventare meno uniforme.
- La maturazione dei grappoli può risultare meno omogenea, sia dal punto di vista zuccherino che fenolico.
Le varianti della potatura Guyot
Il sistema per coltivare la vite a guyot ‘classico’ descritto fino a qui è affiancato da una serie di varianti nate per soddisfare le esigenze specifiche di viticoltura di diversi territori. Tra le più note troviamo:
Guyot doppio: cos’è e quando si usa
Detto anche guyot bilaterale, il guyot doppio, come dice il nome presenta due capi a frutto e due speroni, che si dipartono dal ceppo lungo il filare in direzioni opposte. Questa variante viene adottata in terreni con una buona fertilità, nei quali la pianta possa trovare sufficienti nutrienti e risorse idriche per svilupparsi.

Guyot doppio piacentino : cos’è e quando si usa
Ideato per dare adeguato sfogo a vitigni molto vigorosi come la Croatina (Bonarda) questo metodo consiste nell’allineare due capi a frutto sovrapposti, invece di uno solo come nel Guyot classico. In origine, il primo tralcio era allevato vicino a terra, ed il secondo più in alto (sistema di Broni). Si realizzava così un pannello solare molto alto. Poi per esigenze di meccanizzazione e per ridurre la fatica della curvatura della schiena, i due tralci sono andati a sovrapporsi a breve distanza uno dall’altro. I germogli sono tutti allevati verso l’alto, e quelli del tralcio più basso vanno ad ombreggiare la fascia di grappoli superiore. Ne deriva una struttura della chioma un po pasticciata.

Guyot multiplo. Originario della Toscana, questo sistema di allevamento della vite prevede la presenza di un ceppo che porta lungo la sua altezza più di una branchetta, ognuna delle quali è dotata di sperone e di capo a frutto. Anche in questo caso, il sistema può essere utilizzato solo se il terreno è abastanza fertile.
Guyot casalese. Viene utilizzato in Piemonte, ed in particolar modo nella zona del Monferrato. E’ simile al guyot nella sua accezione più classica, con la sola differenza che il tralcio produttivo è orientato perpendicolarmente al filare.
Per approfondire le caratteristiche degli specifici vitigni riconosciuti in Italia, puoi consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero delle Politiche Agricole, che contiene schede tecniche ufficiali per ogni varietà.
FAQ sul Guyot
Quando si effettua la potatura Guyot?
La potatura del Guyot si effettua durante il riposo vegetativo della vite, generalmente tra gennaio e marzo, prima della ripresa primaverile.
Il periodo preciso dipende dal clima della zona: nelle aree più fredde si tende a potare più tardi per evitare danni da gelate tardive, mentre nelle zone più miti si può intervenire prima.
La potatura è fondamentale per rinnovare annualmente il capo a frutto e mantenere l’equilibrio produttivo della pianta.
Quante gemme si lasciano nel Guyot?
Nel sistema Guyot si lasciano generalmente:
- 6–12 gemme sul capo a frutto
- 2–3 gemme sullo sperone
Il numero esatto dipende da diversi fattori, come vigoria della pianta, fertilità del terreno e obiettivi produttivi. In terreni meno fertili si tende a ridurre il numero di gemme per mantenere alta la qualità dell’uva.
Differenza tra Guyot e cordone speronato
La differenza principale riguarda la struttura permanente della pianta:
- Nel Guyot, ogni anno si rinnova il capo a frutto, che viene eliminato e sostituito con un nuovo tralcio.
- Nel cordone speronato, invece, il cordone è permanente e vengono lasciati speroni fissi lungo il braccio produttivo.
Il Guyot è più flessibile e adatto a vitigni con fertilità delle gemme intermedie, mentre il cordone speronato è spesso preferito in impianti più meccanizzati e con vitigni a fertilità basale.
Quali vitigni sono adatti al sistema Guyot?
La potatura Guyot è particolarmente indicata per vitigni che producono meglio dalle gemme intermedie, come:
È molto utilizzata in zone collinari e in terreni poco fertili, dove consente di controllare la vigoria della vite e migliorare la qualità dell’uva.

