Sistema di allevamento a tendone: cos’è e come funziona

Il sistema di allevamento a tendone è una tecnica di coltivazione della vite molto diffusa nelle zone a clima caldo e secco. Le piante vengono allevate su strutture sopraelevate (tendoni) che formano corridoi ombreggiati, proteggendo i grappoli dall’eccessiva esposizione solare.

Questo sistema consente:

  • Elevata densità di impianto
  • Produzioni abbondanti e uniformi
  • Maggiore protezione delle uve dal sole diretto
  • Buona accessibilità per le lavorazioni in campo

È particolarmente adatto a territori con forte irraggiamento, dove è necessario controllare la temperatura dei grappoli e preservare la qualità dell’uva.

Sistema di allevamento a tendone

Le viti sono coltivate sulle cordicelle, che sono disposte orizzontalmente sui tendoni e che fungono da sostegno per i tralci. Le foglie e i tralci sono disposti in modo da formare un’ombra sulle uve, che sono così protette dalla luce solare diretta. L’ombreggiamento naturale generato dalla struttura consente di proteggere i grappoli nei territori a forte irraggiamento. Allo stesso tempo, la disposizione delle cordicelle facilita la gestione della vegetazione e permette rese elevate e regolari.Tuttavia, il sistema di allevamento a tendone richiede un notevole investimento iniziale, sia in termini di costruzione dei tendoni e dei supporti, sia per la gestione del fogliame e della potatura. Inoltre, la densità di piantagione elevata e la presenza di un’ombra possono rendere più difficoltosa la gestione dei malanni del vigneto, come le muffe o l’oidio.

I principali sistemi di allevamento della vite

Il tendone è solo uno dei sistemi utilizzati in viticoltura. Confrontalo con gli altri metodi più diffusi:

Le fasi di realizzazione di un impianto di allevamento a tendone

La realizzazione di un impianto di allevamento a tendone richiede diversi passaggi e fasi, che possono variare leggermente a seconda delle specifiche esigenze del vigneto e delle condizioni del terreno.

  1. Scelta del terreno: per l’impianto di un vigneto a tendone, è necessario scegliere un terreno che presenti le caratteristiche ideali per la coltivazione della vite. In particolare, il terreno deve essere ben drenato, con una buona esposizione solare e una composizione adeguata.
  2. Preparazione del terreno: prima di procedere all’impianto delle piante, è necessario preparare il terreno. Questo passaggio prevede la rimozione delle piante precedenti, la lavorazione del suolo, la fertilizzazione e, eventualmente, la sistemazione di opere di sistemazione del terreno.
  3. Installazione dei supporti: il sistema di allevamento a tendone prevede l’installazione di supporti in legno o in metallo, detti “tendoni”, che sostengono le cordicelle. I tendoni vengono solitamente installati con una distanza di 3-4 metri l’uno dall’altro, a seconda della larghezza dei corridoi.
  4. Installazione delle cordicelle: sulle aste dei tendoni, vengono fissate le cordicelle, che sostengono i tralci delle viti. Le cordicelle possono essere in plastica o in filo di ferro e vengono fissate alla base del tendone, passando poi da un’estremità all’altra.
  5. Piantagione delle viti: una volta installati i tendoni e le cordicelle, si procede alla messa a dimora delle barbatelle. Le piante vengono poste alla base dei tendoni, con una distanza di circa 1,2-1,5 metri l’una dall’altra.
  6. Gestione del fogliame: durante la crescita delle piante, è importante gestire correttamente il fogliame, in modo da ottenere una buona esposizione delle uve alla luce solare. Ciò prevede la potatura dei tralci, la gestione dei germogli e delle foglie, la distribuzione dei tralci sulle cordicelle e la rimozione dei tralci secchi.
  7. Lavorazioni in campo: infine, è importante effettuare le opportune lavorazioni in campo, come l’irrigazione, la concimazione, la lotta ai parassiti e alle malattie e la raccolta delle uve. In un vigneto a tendone, queste operazioni sono solitamente facilitare dall’accessibilità dei corridoi e dalla gestione del fogliame.
Biferno DOC - allevamento a tendone
Allevamento a tendone

Vantaggi e svantaggi del sistema a tendone

Come ogni sistema di allevamento, anche il sistema a tendone presenta punti di forza e alcuni limiti che devono essere valutati in base al contesto pedoclimatico e agli obiettivi produttivi del vigneto.

Vantaggi

  • Protezione dei grappoli dall’eccessiva insolazione, grazie alla copertura fogliare che crea ombreggiamento naturale.
  • Elevata densità di impianto, che consente di aumentare la produttività per ettaro.
  • Produzioni abbondanti e relativamente uniformi, grazie alla distribuzione orizzontale della vegetazione.
  • Buona accessibilità ai corridoi, che facilita le operazioni di raccolta, potatura e trattamenti fitosanitari.
  • Adattabilità ai climi caldi e aridi, dove è necessario limitare lo stress termico delle uve.

Svantaggi

  • Investimento iniziale elevato, dovuto alla realizzazione della struttura portante e dei supporti.
  • Maggiore complessità nella gestione del fogliame, che richiede attenzione per evitare eccessiva ombreggiatura.
  • Rischio di malattie fungine, come oidio e muffe, favorito dalla minore circolazione dell’aria sotto la copertura vegetativa.
  • Meno adatto a produzioni di altissima qualità, quando l’obiettivo è la massima concentrazione aromatica e fenolica.

Quali vitigni prediligono il sistema di allevamento a tendone?

Il sistema di allevamento a tendone è particolarmente adatto a vitigni vigorosi, coltivati in aree a clima caldo e con forte irraggiamento solare. La struttura sopraelevata consente di proteggere i grappoli e di gestire produzioni medio-alte senza compromettere eccessivamente la qualità. Tra i vitigni che meglio si adattano al tendone troviamo:

Vitigni a bacca rossa

  • Primitivo – Molto diffuso in Puglia, beneficia della protezione dal sole diretto nelle fasi di maturazione avanzata.
  • Negroamaro– Si adatta bene ai climi caldi del Sud Italia e alla gestione della chioma tipica del tendone.
  • Cannonau – In Sardegna viene spesso allevato a tendone per proteggere i grappoli dalle alte temperature estive.
  • Nero d’Avola (Calabrese) – In alcune aree della Sicilia viene coltivato con questa impostazione per controllare l’esposizione.

Vitigni a bacca bianca

  • Vermentino – Utilizzato in Sardegna e in altre zone costiere dove il sole intenso richiede protezione della produzione.
  • Greco bianco – In Campania può essere allevato a tendone per preservare freschezza aromatica.
  • Trebbiano abruzzese – In alcune aree viene coltivato con sistemi espansi per favorire rese più elevate.

In generale, il tendone è indicato per vitigni con buona vigoria vegetativa e per produzioni dove l’obiettivo è coniugare quantità e controllo della maturazione in ambienti caldi. Per approfondire le caratteristiche degli specifici vitigni riconosciuti in Italia, puoi consultare il Registro Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero delle Politiche Agricole, che contiene schede tecniche ufficiali per ogni varietà.

Le regioni in cui il sistema a tendone è più diffuso

L’allevamento a tendone è diffuso in molte regioni italiane, in particolare nelle zone viticole dove si coltivano vitigni a bacca rossa, come il Primitivo, il Negroamaro, il Cannonau e altri ancora. In generale, le regioni d’Italia dove l’allevamento a tendone è più diffuso sono quelle del Sud, in particolare la Puglia, la Sicilia, la Sardegna e la Campania.

In Puglia, l’allevamento a tendone è molto utilizzato per la coltivazione del Primitivo, del Negroamaro e di altri vitigni autoctoni. Nella Sicilia occidentale, l’allevamento a tendone è diffuso per la coltivazione del Nero d’Avola e di altri vitigni a bacca rossa. In Sardegna, l’allevamento a tendone è utilizzato soprattutto per la coltivazione del Cannonau, ma anche del Vermentino e di altri vitigni a bacca bianca. Infine, in Campania, l’allevamento a tendone è diffuso per la coltivazione del Greco di Tufo e di altri vitigni autoctoni a bacca bianca. Tuttavia, è importante notare che l’allevamento a tendone è presente anche in altre regioni italiane, soprattutto in Toscana, Piemonte, Veneto e Lombardia, dove vengono coltivati vitigni a bacca bianca come il Vermentino e il Cortese.

Differenza tra sistema a tendone e pergola

Il sistema di allevamento a tendone e la pergola sono due metodi di allevamento utilizzati nella viticoltura, ma differiscono tra loro per alcuni aspetti.

Il sistema di allevamento a tendone prevede l’uso di una struttura metallica a forma di tetto, che sostiene i filari di vite. Questo sistema permette alle piante di crescere in altezza e di avere una maggiore esposizione alla luce solare, che favorisce la fotosintesi e la maturazione dell’uva. Inoltre, il sistema di allevamento a tendone consente di limitare l’ingombro delle foglie e dei grappoli, facilitando le operazioni di raccolta e di potatura.

Trebbiano abruzzese - pergola abruzzese o tendone
Sistema di allevamento a pergola

La pergola, invece, prevede l’uso di una struttura a forma di tunnel, sostenuta da pali in legno o in metallo, che sostiene i filari di vite. In questo sistema, le piante crescono in orizzontale, con i rami che si estendono lungo i filari, e producono una maggiore quantità di foglie, che garantiscono una buona protezione dall’eccessiva esposizione solare. La pergola è utilizzata soprattutto nelle zone dove il clima è caldo e arido, per proteggere i grappoli dall’eccessivo calore e favorire la produzione di ombra.

In sintesi, il tendone privilegia la protezione dall’irraggiamento e la produttività, mentre la pergola punta maggiormente sulla copertura orizzontale e sulla gestione dell’ombra.

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