Biancolella

Biancolella vitigno zona di diffusione

Area di produzione: Ischia (Napoli) e Campania.

Biancolella

Il vitigno Biancolella, a bacca bianca, viene coltivato principalmente sull’isola di Ischia, in provincia di Napoli, ma è presente nei disciplinari di alcune indicazioni geografiche tipiche nelle regioni CampaniaLazio, PugliaSardegna.

Il vitigno Biancolella è un vitigno autoctono dell’isola di Ischia, dove sembrerebbe sia stato introdotto dai coloni greci provenienti da Eubea intorno al 770 a.C. anche se questa ipotesi non ha trovato ancora un riscontro certo. Nonostante le credenze, fino alla prima metà del 1800 nessun ampelografo campano ha mai menzionato nei suoi documenti il Biancolella. Solo dopo la seconda metà del 1800 alcuni documenti cominciano a riportare nozioni su questo vitigno.  D’Ascia fu il primo a riportare nel 1867 una menzione della “rubiconda biancolella” nella sua Storia dell’Isola di Ischia, e successivamente da altri autori come Frojo nel 1871 che ne conferma la presenza sull’Isola e in alcuni vitigni di Terra di Lavoro a Caserta sotto il nome di Bianculillu. A seguire poi  daDi Rovasenda nel 1877 e Guyot nel 1868.

vitigni di biancolella a ischia
vigneti di biancolella a ischia

Oggi si puo’ considerare un vitigno esclusivamente ischitano, anche se lo troviamo in misura minore a Procida (Teneddu) a Capri (chiamata Bianca o San Nicola), sulla costiera Amalfitana e nella zona di Sorrento.

Il vitigno Biancolella forma grappoli di media grandezza, con forma cilindrica e compatta e con la presenza di ali. Gli acini sono medi, rotondi e di colore verde paglierino. La buccia è sottile e tenera. La sua maturazione è  a cavallo tra i mesi di Settembre ed Ottobre.

I vini ottenuti dal vitigno Biancolella

Il vino ottenuto con Biancolella in purezza è l’Ischia DOC Biancolella, mentre nell‘Ischia DOC Bianco si trova in assemblaggio con il Forastera, altro vitigno autoctono dell’isola. Nelle altre due DOC campane come Costa d’Amalfi DOC e Penisola Sorrentina DOC è presente in assemblaggio insieme ad altri vitigni a bacca bianca e quindi assume un ruolo più marginale, ma comunque importante. Mentre per le altre IGT la sua coltivazione è solo ammessa a livello di disciplinare, anche se poi non riscontra realtà produttive.

I vini ottenuti con questo vitigno conservano nel tempo un’acidità importante che li rende abbastanza longevi rispetto ad altri vini bianchi.

Campania 

Lazio

  • Civitella d’Agliano IGT
  • Colli Cimini IGT
  • Frusinate IGT
  • Lazio IGT

Puglia

  • Daunia IGT
  • Puglia IGT

Sardegna

  • Barbagia IGT
  • Colli del Limbara IGT
  • Isola dei Nuraghi IGT
  • Marmilla IGT
  • Nurra IGT
  • Ogliastra IGT
  • Parteolla IGT
  • Planargia IGT
  • Provincia di Nuoro IGT
  • Romangia IGT
  • Sibiola IGT
  • Tharros IGT
  • Trexenta IGT
  • Valle del Tirso IGT
  • Valli di Porto Pino IGT

Sentori caratteristici della Biancolella

acacia

Acacia

fieno

Fieno

salmastro

Salmastro

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