Sangiovese: caratteristiche, origine e vini del vitigno più diffuso d’Italia
Il Sangiovese è il vitigno a bacca nera più coltivato in Italia e uno dei simboli assoluti dell’enologia nazionale. Diffuso soprattutto nell’Italia centrale, è il protagonista di alcuni dei vini più celebri del paese, come Chianti, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano.
Grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento ai diversi terroir, il Sangiovese riesce a esprimere vini molto differenti tra loro: dai rossi freschi e fruttati della Romagna fino ai grandi vini da lungo invecchiamento della Toscana.
In questa guida scoprirai origine, caratteristiche del vitigno, biotipi, principali aree di produzione e sentori tipici del Sangiovese.

Cos’è il Sangiovese
Il Sangiovese è un vitigno a bacca nera autoctono dell’Italia centrale, coltivato principalmente in Toscana, Romagna, Umbria e Marche. Con circa 70.000 ettari coltivati, rappresenta il vitigno rosso più diffuso in Italia e occupa circa il 10% della superficie vitata nazionale. Il suo successo è dovuto alla capacità di adattarsi a territori molto diversi, producendo vini caratterizzati da:
- buona acidità
- tannini evidenti
grande capacità di evoluzione nel tempo
Origine del Sangiovese
Le origini del Sangiovese sono molto antiche e probabilmente risalgono all’epoca etrusca.
Il nome compare però nella letteratura agronomica solo a partire dal XVI secolo, con il termine Sangioveto.
L’etimologia del nome è ancora incerta. Le ipotesi principali sono:
- Sanguis Jovis (sangue di Giove), di origine latina
- Sangiovannina, legata alla maturazione precoce
- derivazioni dialettali toscane legate alla coltivazione della vite
Per molto tempo il Sangiovese è stato spesso confuso con altri vitigni dell’Italia centrale, in particolare con il Montepulciano, generando molta confusione nei documenti storici tra il Seicento e l’Ottocento.
Origini genetiche
Studi genetici moderni hanno chiarito parte della storia del vitigno. Secondo le ricerche di José Vouillamoz (2004), il Sangiovese deriverebbe da un incrocio tra:
- Ciliegiolo
- un antico vitigno campano, probabilmente Calabrese Montenuovo o Palummina
Questo suggerisce un’origine più meridionale rispetto alle tradizionali ipotesi toscane.
Storia del Sangiovese
La prima testimonianza scritta del vitigno risale al 1590, quando Gianvettorio Soderini descrive il Sangioveto come un vitigno“Sugoso e pienissimo di vino, che non fallisce mai”.
Nel corso dei secoli il vitigno compare con numerosi sinonimi, tra cui:
- Sangioveto
- San Zoveto
- Prugnolo
- Brunello
- Morellino
Questa grande varietà di nomi ha contribuito a creare molta confusione tra studiosi e ampelografi fino al Novecento.
I biotipi del Sangiovese
Il Sangiovese presenta una grande variabilità genetica e numerosi biotipi.
In generale si distinguono due grandi gruppi:
Sangiovese grosso
Comprende i biotipi presenti nel cuore della Toscana, tra cui:
- Brunello
- Prugnolo gentile
- Sangiovese di Lamole
- Nielluccio (Corsica)
Caratteristiche:
- acini più grandi
- maggiore struttura
- vini più longevi
Sangiovese piccolo
Comprende biotipi diffusi soprattutto nella Maremma e nella Romagna, tra cui:
- Morellino
- Sangiovese montanino
- Sangiovese piccolo di Montalcino
Caratteristiche:
- acini più piccoli
- maturazione leggermente più precoce
- vini più freschi e immediati
Caratteristiche agronomiche
Il Sangiovese è un vitigno:
- di vigoria media
- con maturazione tardiva
- sensibile alle condizioni climatiche
Predilige:
- terreni ben drenati
- esposizioni collinari
- climi asciutti e ventilati
Per questo motivo si esprime al meglio nelle zone collinari dell’Italia centrale.
Come riconoscere il Sangiovese dalla foglia
Il Sangiovese può essere riconosciuto anche osservando attentamente la forma della foglia, uno degli elementi utilizzati nello studio ampelografico dei vitigni.
La foglia del Sangiovese presenta alcune caratteristiche abbastanza riconoscibili.

Forma della foglia
La foglia è generalmente di dimensione media, con una forma pentalobata (cioè divisa in cinque lobi ben evidenti).
I lobi sono abbastanza marcati e separati da seni laterali di profondità variabile.
Margine
Il margine della foglia è dentato e irregolare, con denti piuttosto pronunciati.
Seno peziolare
Il seno peziolare (la cavità alla base della foglia dove si inserisce il picciolo) è spesso aperto o a forma di U.
Colore
La pagina superiore della foglia è verde medio o verde intenso, mentre la pagina inferiore può presentare una leggera pelosità.
In autunno
Durante la maturazione delle uve le foglie possono assumere sfumature giallo-rossastre, tipiche dei vigneti di Sangiovese a fine stagione.
Sistemi di allevamento
Il sistema più utilizzato per la coltivazione del Sangiovese è il Cordone speronato

Questa forma di allevamento consente di:
- controllare la vigoria della pianta
- migliorare l’esposizione dei grappoli
- mantenere rese equilibrate0
Area di produzione
Le principali regioni di coltivazione sono:
- Toscana
- Romagna
- Umbria
- Marche
Il vitigno è comunque diffuso in molte altre regioni italiane grazie alla sua adattabilità.

Vini prodotti con il Sangiovese
Il Sangiovese è alla base di alcuni dei vini più importanti dell’enologia italiana, in particolare nelle regioni dell’Italia centrale.
In Toscana il vitigno è protagonista di denominazioni celebri come il Chianti DOCG, il Chianti Classico DOCG e il prestigioso Brunello di Montalcino DOCG, uno dei vini italiani più apprezzati a livello internazionale.
Sempre in Toscana il Sangiovese dà origine anche al Vino Nobile di Montepulciano DOCG e al Morellino di Scansano DOCG, espressioni diverse dello stesso vitigno in territori con caratteristiche pedoclimatiche differenti.
In Romagna il vitigno è invece alla base del Sangiovese di Romagna DOC, che produce vini generalmente più freschi e immediati.
Il Sangiovese è presente anche in numerose altre denominazioni dell’Italia centrale, dove viene spesso utilizzato in blend con altri vitigni autoctoni o internazionali.
Caratteristiche organolettiche
Il vino ottenuto da Sangiovese presenta generalmente un colore rosso rubino brillante, che con l’invecchiamento può evolvere verso tonalità granato.
Nel bicchiere esprime:
- buona acidità
- tannini presenti
- grande eleganza aromatica
I profumi ricordano spesso ciliegia, viola e prugna, mentre con il tempo compaiono note più complesse di spezie, tabacco e cuoio.

Gusto
- acidità vivace
- tannini presenti
- buona capacità di evoluzione
Sentori tipici del Sangiovese

Sentori principali:
- ciliegia
- viola
- prugna
- spezie
Mentre con l’invecchiamento si vanno a sostituire gradualmente i precedenti con i seguenti:
- tabacco
- petali di rosa essiccati
- ossido di ferro
- cuocio

Domande frequenti sul Sangiovese
Il Sangiovese è un vitigno a bacca nera originario dell’Italia centrale ed è il più coltivato nel paese. È alla base di molti vini famosi come Chianti, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano.
Il Sangiovese produce vini dal colore rosso rubino con buona acidità, tannini presenti e grande capacità di invecchiamento. I profumi tipici ricordano ciliegia, viola, prugna e spezie.
Il Sangiovese è coltivato soprattutto in Toscana e in Romagna, ma è diffuso anche in Umbria, Marche e in molte altre regioni italiane.
Tra i vini più importanti prodotti con Sangiovese ci sono Chianti, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano e Sangiovese di Romagna.
Il vino Sangiovese è generalmente fresco, con buona acidità e tannini evidenti. Al naso presenta sentori di ciliegia, frutti rossi, viola e, con l’invecchiamento, note di tabacco, cuoio e sottobosco.

